Molto rumore per nulla
riti, miti.. liturgie di abbordaggio metropolitano

I soliti ignoti

di Trippi

Chissà perchè, nonostante ami la terra in cui sono cresciuta in un modo viscerale che solo gli isolani possono capire, tutte le volte che rientro dalle mie parti al richiamo del sangue si oppone il rifiuto per certi modi di essere e pensare che riescono a urtarmi profondondamente.

In Barbagia, anche chi è nato e cresciuto a ridosso del mare, spesso è più montagnino di chi è nato dell’entroterra o perlomeno si trascina quei modi di fare/agire e pensare che derivano da zone in cui il contatto con l’estraneo, s’istranzu, veniva centellinato e gestito con un sottofondo e un retrogusto di diffidenza ancestrale. E’ anche vero, che una volta guadagnata la fiducia del barbaricino, capito e accettato l’umorismo bizzarro si può restare sorpresi dalla generosità dalla quale si viene accolti, dalla quantità di cibi e alcolici dai quali si viene sommersi, quasi si volesse cancellare in una volta sola la fame atavica che i sardi si portano dentro da sempre.

Così, durante la vacanza tra Budoni e San Teodoro, tra una puntata e l’altra a Calagonone e Orani, a far visita ai miei familiari e alla gemella di mia madre, mi sono imbattuta in alcuni di questi modi di fare irritanti e urticanti.

Il primo episodio durante il matrimonio di mia sorella, un tizio che conosco solo di vista, tenta di biascicare qualche parola in dialetto, mi ubriaca con l’alito avvinazzato e l’odore di distilleria finchè non si sente rispondere in italiano che non ho idea di cosa stia parlando, e probabilmente non c’è l’ha neanche lui, piccato mi fa “iiiih, dimenticata ti sei che sei sarda? Cos’è  in milanese parli adesso ?”. La tentazione è quella di rispondergli che ho sempre parlato in italiano, fino ad arrivare a discorsi surreali con persone che si sforzavano di fare altrettanto con me con esiti esilaranti, esattamente come stava avvenendo con lui in quel momento. Ma la ragione ha preso il sopravvento e me ne sono andata mollandolo davanti alla sua dose di acquavite!

Una settimana dopo mentre io e il Signore delle tempeste facciamo ritorno da Calagonone a Budoni, trovo due macchine accostate che impediscono il passaggio su una provinciale, una si trova nella corsia corretta, opposta al mio senso di marcia, l’altra contromano sulla nostra. Dapprima tardano a spostarsi, poi l’auto contromano, ci lascia il passaggio, ma resta comunque nella nostra corsia e copre la visuale sull’altra auto. Memorie di sequestri e di cose che è meglio non vedere mi bazzicano per il cervello, ma accostiamo comunque e chiediamo: “tutto bene?” dapprima silenzio, noi guardiamo  l’autista e i passeggeri in attesa di un cenno o una risposta, l’autista, dopo tanto fa “Speriamo di si!” e poi sta zitto. Lancio un occhiata all’altra auto, quella che rimane coperta,  l’autista è riverso in una posa poco naturale con il capo e il busto a penzoloni in direzione del lato passeggero, la portiera è aperta. Senza dubbio da solo non è in grado di andare da nessuna parte. Spaventata dalla situazione e dall’atteggiametno poco collaborativo (se non proprio ostile) dei tizi, guardo il Signore delle tempeste e bisbiglio “vai!”. Facciamo qualche metro e chiamo il 113 per segnalare l’edisodio, fornisco i miei dati e il mio cellulare perchè possano fare la telefonata di controllo e spiego che probabilmente di tratta di curiosi che si sono fermati a vedere quanto succede, ma il loro modo di rispondere in ritardo e laconicamente ci fa pensare che sia meglio mandare qualcuno a controllare dalla caserma dei carabinieri che si trova a meno di un km! Aspettiamo la telefonata di verifica ma niente , così imbocchiamo la superstrada. Durante il percorso ricostruiamo l’accaduto, le impressioni su quel tratto di strada poco tranquillo! Dopo un quarto d’ora vediamo in lontananza un auto arrivare a tutta velocità, con un continuo lampeggiare di fari. Sbianchiamo e a entrambi viene in mente che possano essere i tizi di prima, incattiviti da un controllo!

Così comincio a incitare l’Sdt ad accelerare cosa che lui fa fino a un certo punto, perchè non vuole correre il rischio di perdere una patente che ha appena revisionato! Mi rassegno e mentre sento il sangue pulsarmi nella testa e nelle orecchie mi preparo insieme a lui al peggio. Osserviamo dagli specchietti l’auto avvicinarsi ad altissima velocità finchè questa ci raggiunge e

ci supera! Chi è stato in Sardegna sa fino a che punto possono essere buie le strade isolane ed ecco spiegato quel lampeggiare, non è altro che il rapido passaggio dagli abbaglianti agli anabbaglianti tutte le volte che si incontra un auto che procede dalla direzione opposta!

Quando la fantasia e la paranoia viaggia più veloce dell’auto, si rischia di morire di paura o di schiantarsi in auto per eccesso di velocità.

Per la cronaca, la telefonata di controllo delle forze dell’ordine l’abbiamo ricevuto al nostro arrivo a Budoni 3quarti d’ora dopo! Ancora adesso non ho idea di cosa sia accaduto, spero non un malore dell’autista, ma solo una sonora sbronza..

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4 Risposte to “I soliti ignoti”

  1. Non avevo idea che fossi sarda:
    anch’io lo sono, seppur di sola origine perchè i miei si sono trasferiti a Milano prima che io nascessi, quindi, a differenza del fratellone, mi devo pure pagare i biglietti aerei a tariffa piena.

    😦

    sugli episodi: tutto il mondo è paese, in verità.

  2. Perdonami ma anche tu fai parte di quei “certi modi di pensare” che tanto rifiuti. La tua paura è nata dal sentimento di colpa x aver fatto “la spia alla guardie”. Io sono di origine Sudicia e mi è capitato in più di un’occasione di chiamare le guardie, ma non ho mai avuto alcuna paura, semmai rabbia x la grande impotenza delle forze dell’ordine. E anche il tuo classismo culturale ha molto di quel “modo di essere”: la gente non si giudica x la propria cultura, funzione di molti fattori esterni, ma x quello che è all’interno del proprio animo. Troppo facile lavarsi le mani dalle proprie origini e rinnegarle senza contribuire ad un cambiamento..

  3. Saamaya: sono nata a Milano e cresciuta in Sardegna, sono residente a Milano e non ho diritto alla tariffa agevolata!! Sob!!

    Nabucodonosor: Ma che senzo di colpa! “Spia”? Io ho fatto il mio dovere di cittadina, che poi le persone dopo un controllo facciano due più due se incontrano solo 2 persone alle 2 del mattino… non implica paranoia ma uso del cervello! Io non rinnego affatto le mie origini, non parlo il sardo perchè i miei mi hanno sempre parlato in italiano, ciò non toglie che sia perfettamente in grado di capirlo e eventualmente di parlarlo con risultati esilaranti! MQuanto poi al classismo culturale, mi danno fastidio alcuni modi di porsi, propri dell’animo e non per la cultura, che per fortuna esiste ovunque!! Questo poi non toglie che molti di quei modi di essere mi appartengano ! Non sono affatto classista, ammettere che dalle mie parti si sia chiusi a riccio e che anzichè progredire, con i problemi economici si stia regredendo è come dire che l’acqua bolle a 100 gradi, un’ovvietà!

  4. Perdonami, non volevo essere offensivo. Sono nato a Roma e vivo attualmente a Roma, dove complessivamente ho vissuto 20 anni, ma sono anche stato: 3 anni a Lecce (da dove sono originario x metà), 6 anni a Napoli, 6 anni a Treviso. Nel Nord tutto funzionava come un orologio svizzero, ma alla presuntuosa ignoranza leghista preferisco la verace ignoranza del sud, e soprattutto non ho mai sopportato i tanti “immigrati” campani e pugliesi che scimmiottavano goffamente i padani e “schifavano” la terra che aveva dato loro i natali, senza mai aver fatto nulla x contribuire a che le cose cambiassero. Sono felicissimo di essere tornato a Roma, e cambierei questa città solo x il Salento (“richiamo della foresta”) o x la Sardegna, che è il posto più bello che io abbia mai visto (e ho viaggiato parecchio, anche oltre Oceano). Inoltre parlo un Italiano molto forbito, tuttavia conosco bene: salentino, barese, napoletano (con le varianti locali), veneziano e sardo, e quando sono in trasferta a chi si rivolge a me in dialetto, se sono in grado rispondo in dialetto!
    Concordo che le cose al Sud tendono al peggioramento, xké chi ha le capacità appena può se ne va, e chi resta non ha interesse a far cambiare le cose…


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