Molto rumore per nulla
riti, miti.. liturgie di abbordaggio metropolitano

Che non si muore per amore…

Di Trippi

 

Non avete idea di quante volte abbia ripetuto questa frase: come un mantra subito dopo essere stata mollata, mentre ascoltavo e cantavo a  squarciagola “I will survive” nella versione di Gloria Gaynor; con le amiche appena mollate; o con quelle che si stavano per lanciare in una relazione in cui una persona sensata non avrebbe investito neanche un nanosecondo della propria esistenza “ma si, al massimo sbatti le chiappe a terra, due bende e un pò di cicatrene per i tagli profondi e passa la paura!”  perché se non provi non sai se poteva valere la pena o meno.

Non me la sento di sposare il teorema di Charlotte “per mettere via una storia o impieghi la metà della durata della relazione” per cui se sei stata con un uomo 3 anni, per archiviarlo dovresti impiegare un anno e mezzo. Purtroppo ci sono persone che non si fanno dimenticare tanto facilmente e viceversa, ci sono elementi che dimentichi mentre ci stai ancora insieme. Quando da piccina cadevo e tornavo da mia madre in lacrime con le ginocchia grondanti sangue lei mi rincuorava con la sua filosofia naif che ancora adesso mi scalda e rincuora “quando sarai grande non te ne ricorderai più!”.

… E’ una gran bella verità

Ed è proprio così! Anni fa, quando navigavo tra le acque chete di una relazione stabile ebbi un terribile lutto familiare, da allora mi subentrò il terrore di sopravvivere ai miei cari, al mio uomo, mi chiedevo se il mondo non dovesse smettere di girare una volta perse le persone amate. Che senso potesse avere la vita senza certi sguardi.

Ma anni dopo ho dovuto ammettere che perfino i grandi dolori con il tempo affievoliscono e non solo diventano tollerabili, ma lasciano quel pò di magone e nostalgia su cui ci piace spremere una lacrima o la nostra voglia di tenerezza!

Così ancora adesso, quando eventi più o meno grandi mi destabilizzano o soffro lascio scatenare il ciclone per qualche minuto/ora/giorno con tutta la sua furia, consapevole che dopo il passaggio, per quanto rimanga terra bruciata o devastata, c’è sempre un posto in cui e su cui ricostruire!

So che tutto passa, anche quando vedo tutto nero, e penso che non mi potrò fidare mai più o amare allo stesso modo, so sempre che quando sarò grande non me ne ricorderò più!

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9 Risposte to “Che non si muore per amore…”

  1. Non concordo con il teorema di Charlotte, il sentimento è una cosa ben diversa dal razionalismo dei teoremi..del resto a me una volta per superare una storia di 6 mesi ci sono voluti più di 3 anni, e in quei 3 anni ero convinto che non sarei mai uscito da quello stato di sconforto e non sarei più stato in grado di amare nessuna..eppure incredibilmente ora quella storia non è niente più che uno spiacevole e sbiadito ricordo. La filosofia naif della cara mamma ha solide radici nell’esperienza..

  2. una lettura estiva, amena e “spaziale” che mi sento di consigliare anche a te è “LIbero subito” di Marcella Volpe, dedicato anche all’universo maschile: come trovare, conservare, riciclare e ristrutturare…, rogitare e vendere…

  3. Grazie del consiglio Saamaya, mi trovi in vena di lettura!! Non appena finisco i libri che mi sono ripromessa di leggere.. il salto in libreria è assicurato!!

  4. E’ tutta una questione di intensità, il teorema di Charlotte non si applica sempre allo stesso modo. Una storia più intensa può essere breve ma difficile da dimenticare, però prima o poi succede, e resta solo il risultato della decantazione, i piccoli ricordi o le esperienze che ci hanno arricchito.
    Comunque credo che quando per qualche motivo si soffre, bisognerebbe sempre lasciar uscire tutto, e lasciar sfogare i dolori, come fai tu; è la cosa più sana da fare, per evitare che le cose si incancreniscano e non passino più.
    Bentornata! Ciao

  5. E’ vero Cinciamogia, proprio una questione di intensità… Grazie!!

  6. Il mio terrore è proprio quello che il tempo inesorabile comunque o cancella oppure sbiadisce. Perdere i ricordi, belli o brutti, mi terrorizza.

  7. Perdonami ma a me quando la stessa cosa continua ad andarmi male:
    la 1ª volta capita
    la 2ª volta è colpa dell’altra/o
    la 3ª volta è sfortuna
    ma poi dalla 4ª volta inizio a pensare che forse un pò, o un pò tanto, è anche colpa mia..

  8. Taras Bulba: Per quanto mi sforzi non trovo garanzie sul funzionametno di una relazione o sulla lontananza dal dolore. Per quanto ci sforziamo ci sono cose che sfuggono al nostro controllo! Quando ho archiviato la mia relazione storica (dopo 12 anni e mezzo) l’ho fatto perchè lui non sapeva più se era innamorato.. il fatto che se lo chiedesse era una risposta! Poi ci si può accontentare di stare con una persona che non ci ama, ma questa non è la mia storia!

  9. Già. Come cantava Ranieri “d’amore non si muore”. Però ci si sta male, aggiungo io.


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