Molto rumore per nulla
riti, miti.. liturgie di abbordaggio metropolitano

Barbie o Wonderwoman?

 

Settimana scorsa ho letto un articolo sull’ inserto del CDS inerente al cosiddetto FATTORE D, cioè la donna, ed il difficile rapporto con il mondo del lavoro, il quale sembra non lasciarle spazio, sembra non riconoscerle il giusto valore.
L’ apporto che potrebbe dare al mercato viene giudicato positivo, ma soppesandolo con tutti gli obblighi ai quali  potrebbe andare incontro per sua natura, viene penalizzata.
Quindi, le parole d’ ordine in questo caso sono due: sgomitare e rinunciare.
C’è a chi può andare bene e a chi no.  A me viene semplicemente da domandarmi, se dopo il femminismo e la parità dei diritti, sia cambiato effettivamente qualcosa.
Nell’ antica Roma avevamo la famiglia patriarcale, oggi ci occupiamo delle quote rosa , del ministero delle pari opportunità e conteggiamo i ministri donna che ogni governo decide di nominare.
…..fondamentalmente, la società ha mantenuto uno stampo prettamente maschile.

Ma se le femministe avessero sbagliato fin dal principio? Avrebbero dovuto si lottare per ottenere riconoscimenti, ma non chiedendo di essere poste sul medesimo piano di un uomo. Non perchè noi donne si valga di meno, ma semplicemente perchè siamo diverse.

E così da un giogo siamo passate ad un altro, quello della wonderwoman che, al momento utile, tira fuori la sua tutina attillata ed i suoi superpoteri e lotta per la sua sopravvivenza, a lavoro e a casa. Ma se all’ improvviso attuassimo un’ inversione di tendenza e ci riappropiassimo del ruolo che la natura ha reso unicamente nostro? Se smettessimo di inseguire carriere, onori e riconoscimenti? Se ci concentrassimo sul ruolo di madri, moglie e buone padrone di casa? Delle barbie, perfette ed impeccabili, sempre con le chiavi del nostro piccolo mondo attaccate alla cintura………….cosa sarebbe, autodeclassamento? Io non credo, sarebbe una semplice scelta.
Un pò come quella che suggerisce di fare Isabella Santo Domingo, scrittrice che sta spopolando ultimamente in Colombia grazie ai suoi libri, in particolar modo ad uno di essi che si intitola “AM/FM Impiegata di Merda o Felicemente Mantenuta “. 
……..direi altamente espressivo.
Suggerisce semplicemente di scegliere in quale ruolo giocare, se WW o BARBIE, o su quale frequenta posizionarsi, AM o FM.
 

 
Pytta

 

 

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17 Risposte to “Barbie o Wonderwoman?”

  1. E’ un problema molto complesso. Io non sono una femminista in senso stretto, ma credo fermamente che la donna abbia il diritto di essere considerata quanto l’uomo, nel rispetto delle differenze biologiche, cosa che puntualmente non accade anche oggi nel 2008.
    Il fenomeno del femminismo, pur con le sue esagerazioni, ha portato sicuramente dei benefici. Nel frattempo, però, molte cose sono cambiate. Negli anni ’70 la donna faceva la casalinga e stava a casa. La società poteva permetterselo. Oggi nella mia famiglia se non lavorassimo entrambi faremmo la fame. E mi pare che proprio che la mia sia una situazione molto comune.

    Per cui credo che una donna possa fare oggi la scelta di dedicarsi esclusivamente alla famiglia solo se è discretamente fortunata.

    Se potessi viaggiare nel tempo mi piacerebbe vivere nei primi anni sessanta, casomai negli USA, quando la donna era l'”angelo del focolare”. A me non dispiacerebbe fare la ‘barbie’ a tempo pieno, ma credo proprio di non potermelo permettere.

    • Sempre a discutere del nulla, il problema è solo economico, chi ha i soldi ha il potere, le donne storicamente non hanno mai avuto la possibilità di guadagnare i soldi autonomamente a partire dalla caccia in poi, anche le puttane hanno in genere un protettore!. Certo anche perchè di fatto avevano da occuparsi i dei figli ma nella sostanza erano sempre in balia dell’uomo di turno. Tutto il resto ne consegue, il tipo di società in cui viviamo e le differenze di genere. Quindi le donne hanno un unico percorso per la loro libertà ,il lavoro ed i guadagno. Hanno la voglia ed il coraggio di conquistarsi lo spazio e guadagnarsi il potere?

  2. in certi argomenti continuo a citare Roberto Vecchioni e la sua bellissima VOGLIO UNA DONNA (CON LA GONNA) 😉

  3. Il declassamento delle donne purtroppo è fenomeno ampio, coinvolge tutti i campi, ed in particolare l’Italia è un paese dalla mentalità ristretta, troppo! pytta, è svalutazione della donna quando non voluta, se una donna insegue il successo nel lavoro in genere è perchè lo desidera. La natura delle donne, devo dissentire, è fare figli, non essere mogli, badanti o padrone di casa.
    E’ anche vero che le esigenze economiche effettivamente fanno in modo di limitare la scelta di una donna tra l’essere barbie o ww.
    Penso di essere tra quelle predisposte per essere wonderwoman, non potrei mai fare la “donna con la gonna”. Certo, so perfettamente mandare avanti una casa, ma ho bisogno della mia indipendenza in tutto, anche economica, oltre ad aver bisogno di stimoli diversi. E poi, se nel caso peggiore, io e mio marito ci dovessimo lasciare!? o se lui morisse!? Sono casi nefasti!? forse, ma sono cose che accadono!
    Non sono femminista, ma credo nell’uguaglianza. Poi, ogni donna è libera di volersi affermare in famiglia, nel lavoro o in entrambe le cose.

  4. non sono nemmeno io femminista. In un certo qualmodo tengo alla distinzione dei ruoli ( non in tutto). Mi reputo però una WW per vocazione, lo ero da bambina, da a dolescente, da ragazza e ora che sono donna… non mi vedo angelo del focolare. Ho provato, non fa per me.

  5. chiaro però che rispetto chi, invece fa altre scelte, vuoi per inclinazione naturale vuoi per le opportunità che la vita offre.

  6. Mi pare riduttiva la schematizzazione che proponi:
    femminismo non è equivalente a WW e, dall’altra parte della medaglia, non c’è la femminilità e la maternità. DONNA è un concetto complesso che comprende vari modi di sentire o di essere. L’importante è che, qualsivoglia scelta, avvenga in totale libertà e possibilità, senza vincoli sociali o legislativi; senza un giudizio severo di chi ci sta accanto.

  7. mmmm saamaya, certo è riduttiva, ma è normale partire da generalizzazioni per poi trovare spunti di approfondimento, come in questo caso 😉

  8. …permettetemi un appunto:

    sono pienamente cosciente del fatto che l’ universo donna è molto più grande della schematizzazione che vi ho proposto. Non siamo solo WW o solo BARBIE, in realtà siamo il giusto mix di entrambe le cose.
    Ho parlato di femminismo perchè è con la nascita di questo movimento che si può parlare definitivamente di donna moderna, una donna che cerca di distaccarsi dall’ immagine di “angelo del focolare domestico”, come dice castavita, al quale fino ad allora era stata relegata.

    Nonostante ciò, posso affermare con tutta franchezza che nn sono una femminista. Sono si per le pari opportunità, intese come uguali possibilità per entrambi i sessi di creare e disfare nella società della quale si fa parte. E non sono una BARBIE, mi avvicino decisamente più alla figura di WW.
    Questo post è nato semplicemente come una provocazione. Il tutto è partito da una riflessione personale, scaturita da alcune opinioni o osservazioni che mi sono state fatte da donne che hanno sgomitato e lottato per cercare di raggiungere, ed in alcuni casi lo hanno fatto, posizioni dominanti o comunque di rilievo. Alcune di esse hanno affermato con tutta franchezza “non so se rifarei tutto ciò che ho fatto, probabilmente inforcherei la via opposta…….”

    Quindi, perchè non domandarsi come sarebbe stato, se davanti a questo bivio, si fosse seguita l’ altra strada?

  9. per forza di cose son dovuta diventare l’angelo del focolare visto che mia mamma non c’è più da un anno … e in certi momenti devo dire che mi piace ma a lungo andare ho bisogno della mia indipendenza della mia vita lavorativa e, sembra strano ma , anche di quei piccoli problemi che il lavoro ti può dare, dalla persona che si crede una top manager (e quindi tutto gli è dovuto) ma invece è soltanto un impiegata come me, alla collega che 5 gg su 5 ha un caratteraccio e vorresti tanto sbatterle la testa contro il muro.
    purtroppo si deve far molta fatica per avere entrambe….come al solito!!!

  10. Non so più cosa si intenda adesso con il termine ‘femminista’, credo abbia perso la connotazione antimaschile o di uguaglianza categorica con gli uomini che aveva in passato. Se significa fare in modo che il genere a cui apparteniamo non venga utilizzato come pretesto per limitarci nelle nostre scelte personali o professionali o per rinchiuderci in un ruolo, e desiderare che per tutte le donne di tutto il pianeta sia garantita la stessa libertà, allora sì, mi sento femminista.
    La scelta di restare a casa, in quest’ottica, ci sta benissimo: basta che sia una scelta (e concordo con tutte, ormai sono in poche comunque a potersela permettere).
    I reggiseni, però, non li brucio, con quello che costano. E non rinnego nemmeno il tacco 9. Forse sono contraddittoria, non so. Ma mi piace pensare che anche questo faccia parte della mia libertà.
    Ciao

  11. cincia: ….il femminismo non esista più…..almeno nella sua forma più pura. Quando le grandi conquiste sono ormai state fatte, penso che ciò che rimanga sia solo lotta per inerzia….

  12. […] a questo aggiungete la lettura dell’intervento di Pytta su ‘Molto Rumore per Nulla’ e dei successivi commenti, compreso il mio, comprenderete […]

  13. io credo che le donne siano ancora lontane dalla parita’ di diritti. solo perche’ esiste un minstero o solo perche’ se ne parla all tivvu’ non vuol dire che l’obiettivo sia stato raggiunto.

    Vi deve essere anche l’accettazione da parte dell’uomo e purtroppo non e’ ancora cosi’ (anche se da un po’ le cose si stano muovendo nel senso giusto) e diro’ di piu’, alle volte manca l’accettazione dalla donna stessa.

    Detto questo anche io ritengo che la donna non sia solo wonderwoman o barbie e che il suo compagno sia rispettivamente ken o superman e che , specie nella vita di coppia di oggi sia necessario per entrambi coprire ambo i ruoli al grido di : “qui tutti si mangia e tutti si lavora” (brutale traduzione di un detto delle mie parti), quindi una barbie col bicipite di rocky e un superman col piumino rosa sulla destra .. 🙂

  14. Caro PacatoEGentile, sono pienamente d’accordo con te. E’ che si ritrova spesso un certo squilibrio per quanto riguarda il lavoro in casa tra uomini e donne..Qualche tempo fa per curiosità avevo conteggiato il tempo libero in casa escluse le faccende domestiche per me e per mio marito, che pure non è un lavativo maschilista, e meglio non dire cosa ne è uscito…E penso che il risultato sia simile per molte donne.
    Anche per questo (e per i Ferrara di turno) secondo me abbiamo ancora bisogno del femminismo.

  15. Anche mio marito è molto presente in casa e se gli chiedo di darmi una mano non si tira mai indietro e nemmeno me lo fa pesare, ma la responsabilità rimane esclusivamente mia. Questo spesso mi pesa più del tempo oggettivo speso per l’attività domestica, che è sicuramente a mio sfavore nonostante lavoriamo entrambi.
    Comunque rimango dell’idea che se lo stato avesse un supporto alle famiglie diverso da quello (inesistente) del nostro paese, come quello di Svezia, Norvegia o Olanda, molti dei problemi di disparità sarebbero risolti alla base.

  16. castavita e cincia: donne fortunate rispetto alla media nazionale
    Pacato: hai dimeticato il big jim e medio-man 😉


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