Molto rumore per nulla
riti, miti.. liturgie di abbordaggio metropolitano

Fallibilità degli Infallibili

Di Trippi

Per esperienza diretta ho potuto constatare più volte quanto possa essere traumatico e sconvolgente un fallimento o un errore che stravolge gli schemi preconcetti di gente che non solo se ne faceva schermo e scudo, ma che li esponeva con una certa spocchia. Lasciamo perdere le gaffes dei soliti politici che si permettono di fare le pulci ai peccatucci veniali degli altri, ma guai a ricordargli le loro personalissime magagne, questo è un fenomeno trans/inter-nazionale (dai nostri Fini/Casini e altri pronti a mettere le mani nella camera da letto e negli uteri dei cittadini, a qualche teocon made in Usa scoperto con la mano sulla patta di qualche giovincello in qualche triste cesso). Lo squarcio nella rete della tranquillità di chi viaggia tranquillo in binari sicuri e apparentemente imperturbabili è spesso talmente piccolo e impercettibile che non può essere colto se non viene osservato con la lente d’ingrandimento da persone esterne, o estranee a quei binari!
Ricordo la sorella di un’amica, mai una bocciatura, diploma con i 60/60esimi, una lista infinita di trenta, trenta e lode all’università finchè non arrivò il risultato negativo a due esami dalla fine. Ricordo che le venne il panico da esame, penso che nella sua mente quelle aule si ingigantissero e rimpicciolissero fino a soffocarla tutte le volte che cercava di mettere la parola fine. Ritardo il suo iter di un paio d’anni. Mi sono sempre chiesta se non sarebbe stato meglio un banale rinvio a settembre alle superiori o un bel 18 ai primi test!
Un’altra amica poi, che era sempre pronta ad additare le pecche delle altre donne, dal loro abbigliamento, all’instabilità sentimentale o il numero di partner quasi si potesse quantificare il loro “valore” in base al numero di rapporti sessuali con partner diversi. Psicofarmaci e terapia interminabile non tanto per il fallimento del matrimonio su cui aveva investito tutta se stessa, il marito, la sua famiglia e quella di lui, ma perché durante quella versione personalissima di Auschwitz che si era creata non aveva avuto il figlio tanto desiderato e su cui riversare tutti quei sogni che non era riuscita a realizzare. Di solito venivano da famiglie che avevano fornito sempre e solo certezze, mai un dubbio o un no: solo si al minimo pestare di piedi!
Ma se il mio equilibrio mentale o la mia stabilità emotiva deve essere messa a repentaglio per minime oscillazioni nel mio universo personale delle certezze, beh allora sono ben contenta di aver collezionato padellate in faccia sin dal momento del mio concepimento, ringrazio i miei genitori per le crociate con cui ho difeso strenuamente ogni millimetro e nanosecondo di indipendenza. Ringrazio i professori che mi hanno rimandata a settembre e bocciata in terza superiore, bacio i piedi al mio ex che si è tolto dalle balle lasciandomi e ferendomi nel mio smisurato ego tre anni fa! Grazie a tutti, di cuore e di testa!

Spesso il male di vivere ho incontrato
di
Eugenio Montale

Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l’incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.

 Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

[da Ossi di seppia, 1925]

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12 Risposte to “Fallibilità degli Infallibili”

  1. i fallimenti, se presi con il giusto spirito aiutano a fortificarsi ma soprattutto ti insegnano ad affrontare tutti quegli ostacoli che la vita ti pone davanti.
    Non è mai facile metabolizzare dolori, sbagli, perdite e quant’altro ma la pellaccia ha una gran memoria. Vero è che se una persona non ha mai preso il sole invita sua rischia, la prima volta un ustione di 1° grado.

  2. Non c’è perggior razza, in antipatia e supponenza, di chi si ritiene privo di errori!

  3. Le ustioni, in fondo, prima o poi ce le becchiamo tutti, l’importante è non dare la colpa al sole e imparare a mettersi la crema (fuor di metafora, non sembra che le ustioni saranno un problema quest’estate, dato il tempo orrendo che sta facendo…)
    Ciao

  4. Non conta il numero di errori o “sfighe” che hai vissuto ma il modo in cui hai saputo farne tesoro e “imparare la lezione” .
    Il momento di panico puo’ accadere a tutti: all’infallibile e a quello che non ne azzecca una, specie se l’aspettativa che si era creata (ad esempio il matrimonio di cui parli sopra) si distrugge quando meno te l’aspetti.
    Quando un qualcosa che credevamo “certezza” si infrange e’ il momento di capire che era un’illusione e che anche se e’ andata male magari abbiamo imparato qualcosa e – sopratutto – che la vita va avanti (e del doman non v’e’ certezza).
    Poi – citando un comico – e’ facile fare il frocio col culo degli altri,cioe’ e’ facile dire quanto ho scritto sopra ma quando ci capita a noi e’ dura, veramente dura .

    🙂

  5. si …è dura..ma passa

  6. passa? chica davvero passa? no perché cazzo fa un male cane, fa tremendamente male, cazzo…

    trippi ha ragione cmq, concordo al 100% !!! Ne parlavo l’atro giorno con un amico e dicevo che chiunque non abbia mai provato il terrore di dover dire ai propri genitori di aver preso un 4 al liceo, non saprá mai come affrontare i guai della vita.

    e poi ultimamente sto imparando una grande lezione: quello che non ci uccide ci fortifica… a grande prezzo e dopo grandi sofferenze, aggiungo io, e non tutti purtroppo ce la fanno…

  7. gandalf: non dico che non faccia male, spesso è un percorso lungo..ma passa si!

  8. oggi, ennesima riprova che gli infallibili vacillano, barcollano e…alla fine cadono

  9. Papa Giovanni XXIII disse: il papa è infallibile solo quando parla ex cathedra e per questo io non parlerò mai ex cathedra.

  10. Ho già scritto varie volte che ritengo che viviamo in una società in cui i genitori tendono a ‘proteggere’ i figli da ogni asperità. A schermarli da ogni cosa possa attentare la loro ‘serenità’, compresi eventi tragici, ma ineluttabili, come la morte.
    Al punto da portarli a credere che sia il mondo a doversi adattare a loro e non viceversa.
    Questo può dare una apparenza di serenità, ma produce invece troppo spesso solo dei caratteri fragili, che di fronte al primo problema vanno completamente in pallone.
    Non credo, quindi, che sia un problema di ‘infallibilità’, cioé di presunzione o di sopravvalutazione delle proprie capacità – che pure esiste. Secondo me nella maggioranza dei casi che conosco direttamente è proprio la mancanza dell’esperienza negativa al momento giusto. Cioè quella che arriva da piccoli, quando siamo attrezzati per digerirla e per trasformarla in qualcosa di positivo per la nostra crescita. Se ci arriva per la prima volta troppo tardi può fare danni veramente gravi.

    Per aspera ad astra.

    Scusate la prolissità.

  11. castavita: il tuo è un ottimo punto di vista, che approvo in toto


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