Molto rumore per nulla
riti, miti.. liturgie di abbordaggio metropolitano

Un brutto vizio

Di Chica Mala

Ho un brutto vizio, ce l’ho da quando ero bambina: spesso squadro le persone, da capo a piedi. Lo faccio quando un soggetto indipendentemente dal sesso, dall’età e dall’estrazione sociale attira in qualche modo la mia attenzione. Può essere un particolare fisico, una connotazione estetica, l’odore, il timbro della voce o l’accento.

Mia mamma mi sgridava sempre: “smettila di fissare quel signore, non sta bene!”

Mi è capitato in più di un occasione di sentirmi dire “cos’hai da guardare?”; ho imparato, con il tempo, a rispondere “non guardavo te, fissavo il vuoto…non è colpa mia se davanti ci sei tu”, di solito così me la cavo egregiamente, lasciando interdetto l’interlocutore.

Ma adesso che sono una bambinona cresciuta, il “vizio” diventa un problema complicato da gestire.

Un esmpio lampante è la mia ultima “vittima”, un uomo che incontro a più riprese nell’arco della giornata. E’ più forte di me, non ce la faccio, devo per forza studiarlo nei minimi dettagli.

Credo abbia circa 35 anni, stralampadato, baffi e pizzetto alla D’artagnan, capelli a spazzola ingellati all’inverosimile; porta sempre camice col colletto alzato o maglie attillate e giacca sciancrata che aderisce al corpo come una seconda pelle, pantaloni a sigaretta decisamente corti che vanno poi a cozzare con le scarpe (orfane di quell’orlo che come per magia dona un tocco di eleganza anche a un piede sproporzionato) che lo fanno sembrare un pò superpippo. Ha sempre stampata in faccia quell’aria da bel tenebroso, sembra quasi ti voglia dire “guarda, quanto so’ figo!” (oddio, non che sia brutto).

Mi ricorda tanto i ragazzoni fine anni ’80 inizio ’90 che facevano impazzire me e le mie amiche, allora adolescenti. Mi impallo ad osservarlo perchè mi fa fare un tuffo nel passato, scherzando con Trippi le dicevo che probabilmente è stato ibernato 20 anni fa ed è un miracolo della criogenesi.

Ora arrivo al dunque:

Sicuramente si è accorto delle mie occhiate per niente discrete e dei miei commenti fatti al volo quando lo incrocio e sono in compagnia di Trippi (e anche qui ammetto un altro vizio già citato). Temo, mio malgrado, che tutto ciò sia stato scambiato per un tipo di interesse che va al di là della semplice curiosità “antropologica”; ed ecco che il bel yuppie dell’era post-moderna si spertica nelle migliori evoluzioni degne del suo predecessore – il famigerato pesce rosso.

Non che mi interessi più di tanto quello che pensa di me (o di Trippi) anzi, è sicuramente uno “scacciapensieri” nella dura giornata di lavoro ma… la morale della storia è una sola:

La mamma ha sempre ragione, è ora che mi tolga questo brutto vizio, che non sta bene e soprattutto genera equivoci.

 

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4 Risposte to “Un brutto vizio”

  1. ma sto tizio non attacca bottone? che fesso 🙂

  2. nooooooooooo antonio… meglio di no 😀

  3. abbastanza offensiva come risposta: “guardo il vuoto…” 🙂

  4. fauchone: ehm si offensiva, ma se pensi che il più delle volte la domanda non è cos’hai da guardare ma che ca**o ti guardi…


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