Molto rumore per nulla
riti, miti.. liturgie di abbordaggio metropolitano

Una macchia…. sulle lenzuola

 

Di Trippi

 

 

Vi ho già raccontato di quando, giovine fanciulla, divoravo romanzi Harmony e pornografia per casalinghe passatami sottobanco dalla madre di un’amica! Molti dei romanzi erano ambientati in epoche in cui per testimoniare la verginità della donzella venivano esibite lenzuola macchiate di sangue ai balconi. Uno snodo cruciale delle storie lo si aveva quando l’eroina, che travolta dalla passione per il proprio focoso amante gli aveva concesso il dono della propria verginità, si trovava a dover provare al resto dell’universo porco mondo che stava loro intorno (un ciccinino più scrupoloso dell’assatanato novello consorte) la prova della propria purezza. Lo confesso!Quando sento la parola purezza mi si sollevano immediatamente gli angoli della bocca, come succede al suono di parole ormai arcaiche e uscite dal vocabolario da un pezzo.

Ma la voglia di ridere mi è passata subito non appena ho saputo che in Francia il tribunale ha accettato di annullare le nozze di un coppia di musulmani perché lei non era più pura. Un po’ come nel medioevo, quando veniva esposto sul balcone l’orgoglio, il pregiudizio, la vergogna di una famiglia, il marito (30 anni circa) scoperta la pecca della moglie, è corso a piangere da papà e ha fatto ripudiare la sposa (presentata come celibe e casta).

In realtà la ragione allo sposo è più formale che reale, il tribunale francese ha preso atto che la moglie aveva accettato la nullità del matrimonio per aver mentito ammettendo implicitamente che anche per lei quella caratteristica era fondamentale. Insomma non perde perché non è vergine, ma perde perché ha mentito.

Ancora una volta le questioni religiose non solo entrano brutalmente nella scena pubblica francese (basti pensare a tutte le polemiche collegate all’uso del velo), ma nel privato, nel posto più intimo di una persona, la propria camera da letto.

Sempre sostenuto che leggere fa bene!! Se la ragazza si fosse divorata i miei stessi libri si sarebbe organizzata non dico con una bella vescichetta di pollo piena di sangue, da rompere al momento giusto, ma con un suo equivalente moderno!!

 

Che poi chi l’ha detto che si debba sanguinare per forza la prima volta?! Può succedere anche la seconda o la terza, come avvenuto alla sottoscritta, che ci ha messo un po’ (o forse era poco dotato il compagno?) a rompere quel famoso, famigerato, sopravvalutato imene!

 

 

 

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8 Risposte to “Una macchia…. sulle lenzuola”

  1. eheh, la storia della membrana di pollo l’ho letta anche io in un sacco di romanzi porno soft caserecci della mia adolescenza. A parte gli scherzi, quello che mi fa specie non è tanto il comportamento di persone che agiscono come la loro cultura alla fine vuole, ma che un giudice francese, in un tribunale francese, ha con la sua sentenza fatto giurisprudenza.
    Così come fece un tribunale tedesco con uno stupratore sardo, al quale diede le attenuanti per ragioni etniche.
    Le sentenze sono state emesse in stati ultralaici, occidentali e sulla carta straevoluti.
    Per me è più scandaloso questo del fatto in sé!

  2. Mi fa venire in mente la faccenda di Clinton, condannato non perché la Monica gli aveva fatto il lavoretto, ma perché aveva mentito sotto giuramento. Le solite ipocrisie. Ah, pure io leggevo gli Harmony al tempo in cui lei, vergine ventenne, si concedeva al rude quarantenne solo a pagina 149 su complessive 152, dopo estenuanti pomiciamenti che cominciavano a pagina 27 circa. 🙂

  3. si… e poi, quando finalmente, l’amplesso si consumava, durava 13 pagg.. come la descrizione del portale dell’abbazia ne “il nome della rosa”..

  4. Pollo a parte, oggi sono tante le signore che lo fanno ricostruire chirurgicamente, così non c’è nemmeno bisogno di fingere.
    Ma io da tempo mi pongo un’altra domanda.
    Credendo fermamente nelle teorie evoluzionistiche e che, quindi, ogni cosa ha una sua motivazione funzionale, mi chiedo: Ma l’imene a cosa serve? Solo a dimostrare al maschio la verginità della femmina?

  5. quella del pollo non la sapevo, comunque è una cosa davvero assurda!! buona domenica a tutte voi

  6. Questa sentenza mette i brividi, proprio come quella dello stupratore sardo.
    Biologicamente penso che al maschio non interessi proprio niente della verginità della femmina (leggevo anzi che in alcune tribù credo africane, le vergini sono molto poco valutate, perchè non hanno ancora dato prova della loro capacità di procreare).
    Ah io non ho mai sanguinato, sarò ancora vergine? Meno male che non sono nata ai tempi delle “macchie dell’onore” sul lenzuolo se no ero fregata.
    Ciao!

  7. Io non ho sanguinato per niente, mai. Mi chiedo cosa mi sarebbe successo, non dicolo millenni, ma pochi decenni fa. Forse mi avrebbero marchiata come strega o “bottana”, e bruciata sul rogo, o lapidata in piazza. E’ davvero questo il nostro mondo?
    So.

  8. ma nemmeno io ho sanguinato…probabilmente, come dice cinciamogia sono ancora vergine!
    ahahahahahahahaha
    oppure sono nata senza imene?


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