Molto rumore per nulla
riti, miti.. liturgie di abbordaggio metropolitano

Ma obiettori de che?

di Trippi

Due premesse necessarie:

1 – questo week end l’ho dedicato alla salsa e agli amici, con cui ho fatto full immersion di parole e musica. Tra le varie chiaccherate una interessantissima alle 3 di domenica mattina sotto il portone di casa della mia amica sicula: le spiegavo come in questa città sia strapieno di queli che io chiamo cattolici integralisti, con le loro idee astruse sulla vita di coppia e sul sesso. Persone piene di taboo che ostentano una moralità bifronte per cui alcune cose per me normalissime non sono concesse e altre per me impensabili sono non solo tollerate ma praticate nell’ombra! L’argomento, che può sembrare inadatto a un dopo salsa è partito quando la mia amica mi ha detto di aver incontrato una mia vecchia frequentazione in un locale e di averla trovata particolarmente provata, secondo lei per una classica batosta amorosa. Le ho spiegato che a parer mio il soggetto della nostra conversazione (egregio rappresentante della categoria di cui sopra) avrebbe continuato a prendere batoste amorose finchè avesse continuato ad avere una certa concezione della vita e dell’amore. Non penso di essere la depositaria della verità sul tema, ma so che in una relazione alla base c’è il DARSI, e quando questo non avviene il rapporto non ha senso ed è destinato al fallimento. 

 2 -Stamattina rassegna stampa post elettorale che non mi dice niente di nuovo, ma mentre sfoglio i giornali trovo una notiziola che mi fa partire il cervellino per il solito giro di walzer.

Secondo un’inchiesta de La Repubblica riuscire a ottenere la pillola del giorno dopo a Milano è tutta una questione di culo: 7 medici su 10 non la prescrivono e in certe strutture PUBBLICHE le percentuali salgono addirittura al’85 %. Tutti hanno una coscienza, la mia non vale meno di altre, il fatto che io non voglia avvalermi di un diritto non significa che debba impedire ad altri di farlo. Qui non è questione di ideologia, qui è una questione di DIRITTO. Com’è possibile che chi lavora in una struttura pubblica possa rifiutarsi impunemente di prescrivere “per coscienza” quanto deve per LEGGE? Perchè a capo della Regione c’è un esponente di quel modo di pensare bifronte cui accennavo nella prima premessa. L’assessore alla sanità, Luciano Bresciani, suo accolito, non può far altro che ragionare allo stesso modo (La Repubblica MILANO 15/04/2008, pag IX, sottolineature mie):

Precisione della normativa a parte, dietro questa posizione non c’è un’avversione della Regione alla pillola del girno dopo, equiparata a un farmaco abortivo? “Io, come assessore, sto alle leggi e le applico.Ma in questo caso c’è un vuoto normativo di cui è responsabile il ministro Turco. Però, da un punto di vista scientifico, non ho nessuna difficoltà a dire che stiamo parlando di una pillola abortiva”

Anche se è classificata, a livello internazionale come contraccettivo d’emergenza. “Ma ci rendiamo conto di quello di cui stiamo parlando o no? La pillola del giorno dopo si basa su un intervento farmacologico ormonale che impedisce all’ovulo fecondato di annidarsi nell’utero. E quindi, anche se ufficialmente si parla di contraccezione d’emergenza, di fatto questo che cos’è se non un aborto?”… E quindi l’odissea delle donne a caccia della pillola continua. “basta che trovino un medico che gliela prescriva e poi vdano in farmacia a comprarsela a 11 euro. Che poi ci siano attese, o che debbano andare da un posto all’altro per avere la prescrizione, non ci riguarda“.

E se non riguarda lui, loro!

67% medici obiettori in lombardia

11 ospedali pubblici nelle provincie in cui TUTTI i medici in servizio sono obiettori di coscienza

31% gli infermieri obiettori alla 194

46% gli anestesisti obiettori

85% Nei grandi ospedali: al Niguarda 17 medici su 20 sono obiettori, al San Carlo 5  su 13, alla Mangiagalli (dove sono nata io, l’ospedale ginecologico di Milano) 46 su 70, al San Paolo 10 su 19

Ovviamente sono tutti ospedali PUBBLICI.

Niente da aggiungere!

 

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6 Risposte to “Ma obiettori de che?”

  1. ti approvo in toto 😉

  2. …..fondamentalmente si parano le chiappe rendendola vendibile…..poi il resto……mah…..
    fortunatamente, quando ne ho avuto bisogna, ho incontrato un medico saggio…….
    …….

  3. non basterebbe chiamare la polizia o la finanza se uno di questi buffi tipi si rifiuta?

    se e’ un diritto, e viene negato dal medico o dal farmacista, allora ci deve essere pur qualcuno che li costringa ad esercitarlo…

    ricordo che a Creta quasi 5 anni fa io e la mia ex non abbiamo trovato nessun problema ad ottenere la pillola in farmacia senza prescrizione medica, ne’ tantomeno qui a Bruxelles quasi 7 anni fa per ben 2 volte con la mia ex ex…

    certo che a ripensarci in 7 anni mi si e’ rotto ben 3 volte… mmmmm chissa’ com’e’ la media… devo preoccuparmi?!?! 😉

  4. Ciao a tutti!
    Non esiste alcun diritto all’obiezione in questo caso, ed è possibile denunciare chi si rifiuta di prescrivere la pillola del giorno dopo:
    http://metilparaben.blogspot.com/2008/02/denunciateli.html
    Ciao

  5. Non sarà che le case farmaceutiche che producono la miracolosa pillola, non “invogliano” sufficientemente i medici a prescriverla?

    @Galdalf: sicuro che si fosse trattato di rotture e non di dimenticanza “di indossamento”? 😀

  6. E temo che le cose non potranno che peggiorare…


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