Molto rumore per nulla
riti, miti.. liturgie di abbordaggio metropolitano

Non lo accetto!

anonima sequestrilibro 

di Trippi

Non accetto che nel 2008, in Sardegna si possa essere prelevate nella propria casa, davanti alla propria bambina di pochi mesi per qualche soldo. Non posso accettare che per questo si muoia. Dina Dore di Gavoi, il paese di origine di mio padre, a pochissimi chilometri dal mio, Orani è stata trovata morta nel bagagliaio dell’auto alle 3 di questa mattina, probalbilmente ha cercato di reagire, probabilmente la madre ha cercato di proteggere la propria bambina. Questo lo posso solo supporre, gli inquirenti indagheranno. 

Mi auguro che i responsabili vengano presi subito e puniti in modo esemplare. Certe piaghe che credevamo ormai debellate stamattina hanno pugnalato per l’ennesima volta le coscienze dei sardi con un’ultima vittima.

BASTA!

Sono cresciuta nell’entroterra della Sardegna, in un paese in cui, pur non essendoci una tradizione in tal senso (termine orribile da usare, lo so!) nell’estate nera tra il ’79 e l’80, quando tra le mani dei sequestratori finirono ben 13 persone( tra loro la famiglia Olivetti, Dori Ghezzi e De Andrè), da noi arrivarono 3 nuovi abitanti. Erano gli Schild. Una famiglia inglese di padre, madre e la figlia 14enne, sordomuta. Il papà venne liberato quasi subito, per ragranellare i soldi del riscatto, le due donne in due diversi momenti. Il paese non sapeva, e se qualcuno sapeva ha taciuto.

Io ho saputo solo nel 98, quando ho iniziato a scrivere un testo di drammaturgia seconda (un lavoro teatrale che parte da fatti di cronaca, per intenderci il “VAJONT” di Marco Paolini, “Kholas” di Baliani) per un corso universitario. I materiali di cronaca erano talmente interessanti e abbondanti che alla fine ho deciso di capire, e ne ho fatto la mia tesi di laurea.

Ma non c’è niente da capire. Nell’estae del 79 un gruppo di miei compaesani decisero di sequestrare una famiglia di inglesi che viveva a ridosso della Costa Smeralda, il conome Schild era tanto simile a Roschild. si erano sbagliati? Si erano confusi?

Erano talmente confusi che vennero arrestati tutti prima ancora della liberazione della ragazza, l’ultimo ostaggio. Uno dei primi pentiti della storia giudiziaria italiana compare in questo processo. Fu lui che arrestato per un altro tentato sequestro confessò tutto su questo, gli inquirenti non sapevano del suo coinvolgimento, e forni le coordinate per il ritrovamento della ragazza. Erano talmente confusi che i “carcerieri” delle donne le rinchiusero in una soffitta in cui venivano conservate delle riviste cattoliche con nome, cognome e indirizzo dell’abbonato.

La ragazza rimase comunque nelle mani dei sequestratori per 7 mesi. SETTE mesi rubati alla sua vita, sette mesi che non rimuoverà più dalla sua mente.

Gli Schild non hanno più messo piede in Sardegna!

BASTA!

Annunci

9 Risposte to “Non lo accetto!”

  1. Anonima sequestri in Sardegna, Mafia in Sicilia, Camorra in Campania…

    Qualche settimana fa ero al drink, qui in Commissione, per il saluto del mio ex capo che cambiava divisione: lui Ceco, lei delle Mauritius, entrambi con una certa cultura acquisita anche in esperienze lavorative in Francia, a Bruxelles ed in Inghilterra. Ero accanto ad un collega Rumeno e lei si presenta a lui, poi nel presentarsi a me mi fa: anche tu Rumeno? Ed io: no, Italiano. E lei: Ah! Mafia!!! Ed io, mantenendomi calmo come mai ho fatto in vita mia: No Mafia Sicilia, io nato a Napoli percio’ Camorra…

  2. hai ragione ad essere indignata, tu che in quei posti ci sei cresciuta, permettimi che lo sia anche io da semplice cittadina italiana, non si può morire così, il peggio cara trippi è che se prenderanno quei bastardi non ci faranno nulla e quella bimba crescerà senza una madre morta per mano di chissà chi

  3. La nostra terra è arida e tutto cade dentro.
    Oggi pioveva.
    Salvatore Piroddi

  4. Gandalf: non è l’etichetta che mi infastidisce, è il fatto che possa essere successo di nuovo. Ricordo benissimo il sequestro di Silvia Melis, un’altra madre, una prigionia interminabile. Quello che fa stare peggio è la paura ceh un ciclo poss riprendere e il senso di impotenza nei confronti di queste persone. E’ il fallimento della società e del senso civile. EPrchè imprigionare una persona e trattarla come un’animale è per me una forma di omicidio. Sicuramente della dignità della persona!
    Occhi di giada: stamattina ho chiamato mia mamma per chiederle se il Signor Rocca, il padre del marito della vittima fosse il nostro ex sindaco, era un caso di omonimia. Questa, penso, sia l’unica differenza tra noi, il fatto che io possa conoscere o aver conosciuto vittime o aguzzini. Per il resto la rabbia, l’indignazione e l’impotenza pensia siano le stesse!

    Salvatore: tutto cade, e pioveva anche dentro di me stamattina. pioveva per la mia terra, che si è persa di nuovo. La mia sardegna è ancora e di nuovo un’isola sequestrata! Un salto indietro di quanti anni? Non hai idea di che tristezza vedere i velluti che hanno preso il posto dei chiodi dei metallari, delle creste dei punk! Le difficoltà economiche probabilmente hanno un enorme peso in questa involuzione, sembra che miei compaesani si stiano richiudendo a riccio in se stessi. Nonostante ogni estate un bosco bruci crescono sempre più fitte le piante che impediscono l’accesso alla barbagia!

  5. Conservo un ricordo bellissimo di Cagliari, unico posto della Sardegna in cui sono stato.

  6. Anche io Gandalf! Ecco perchè mi strazia

  7. Avremo modo di discutere.
    La tragedia chiede ora un silenzio di rispetto verso il dolore di una famiglia distrutta.
    Ciao Salvatore

  8. Son senza parole queste cose non le capisco, non posso credere che gente qualunque sappia e faccia finta di non sapere. Come si puó vivere sapendo sono tutti da condannare mi spiace ma io fuggirei lontana non potrei mai sopportare.

  9. Mi rende triste tutto questo… io che ci sono quasi cresciuta a gavoi.
    Negli anni 90 e stato ucciso un mio caro zio anzi un duplice omicidio con lui un altro ragazzo di fonni.
    Loro il giorno sono usciti di casa e hanno trovato il giuda in un bar.
    E la loro vita si e fermata in quella gelida giornata di gennaio all’entrata del paese in un ciglio di strada come dei cani senza pietà gli e stata strappata la vita a soli 35 anni.
    Non si può morire cosi.
    R.I.P


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: