Molto rumore per nulla
riti, miti.. liturgie di abbordaggio metropolitano

La bella addormentata

di Trippi

Chissà perchè tutte le volte in cui sento la mia amica dall’infanzia e compagna di scuola (dalle medie al diploma) Conclever saltano fuori storie sulle nostre vecchie conoscenze e sviluppi sulla loro nuova vita.

Premetto che in genere ho un’ottima memoria, ricordo anche particolari così stupidi da lasciare basiti i miei interlocutori, ma questa mia dote si azzera quando si tratta di fatti, persone e personaggi conosciuti alle superiori! In questo caso niente, nada, rien, nisba: tabula rasa.

Total recall

I volti e i nomi delle persone conosciute e frequentate allora, forse anche perchè ho tagliato il cordone ombelicale con l’isola oltre 15 anni fa, rientrano in un’unica informe massa indistinguibile. Ecco perchè quando la mia vecchia compagna di merende mi dice “ma sai che è successo a.. ” mi si gela il sangue e si drizza il nuraghe nella schiena. Poichè dal nome non riesco mai a risalire alla faccia e alla persona, Conclever inizia l’agiografia della persona di turno, con tanto di ricostruzione dell’albero genealogico. Più facile ricordare per lei, che è rimasta ancorata e radicato, suo malgrado, ai luoghi in cui siamo cresciute!

Di solito le protagoniste sono vecchie conoscenze che si sono sposate giovani, o si sono annullate per un amore che non faceva altrettanto. Spesso hanno avuto dei bambini. Piccole donne che facevano le grandi e (non) vivevano la propria giovinezza in attesa della festa di matrimonio.  Dopo il lungo inverno dei loro 15 – 30 anni si svegliano d’improvviso a 35 che vogliono fare tutto quello che non hanno fatto prima, con l’ansia di recuperare quello che hanno perso.

Dopo il lungo sonno che le ha pietrificate in una vita quotidiana sempre uguale, legata alle stesse regole, ai medesimi riti e liturgie della propria famiglia, arriva una piccola rottura dello schema, un’incrinatura nella perfetta porcellana con cui si raffigurano la propria vita e mandano tutto a scatafascio!  Ed è qui che la mia amica si diverte! Mi racconta per filo e per segno quale sia stato “l’imprevisto”, il punto di rottura. Nella casalinga disperata è un’occasione imperdibile per un lavoro irrifiutabile. Quello che le permetterà di mandare i figli all’università, di levarsi qualche sfizio. Peccato che poi, poco corazzata, rischia di diventare lei stessa lo sfizio di qualcuno in un modo in cui nessuno aveva preventivato. Quasi che il contatto con gente nuova e nuovi ritmi apra mondi che noi umani non avevamo immaginato. Nella lavoratrice carrierista, poi, è l’attività o il corso mai frequentato prima, non importa cosa o come. Può essere il lancio con l’elastico o l’iscrizione in palestra alla pittura con gli acquerelli. Conoscono nuove persone, donne o uomini non importa, e frequentandoli scoprono punti di vista sconosciuti, si riempiono la vita con nuove attività che alla fine fanno risultare, per contrasto, vecchie e stantie quelle precedenti e chi ne faceva parte e le condivideva (marito/fidanzato/ufficio compresi).

Le mie reazioni sono diverse. Da una parte mi chiedo, non è meglio fare le cose nel momento esatto in cui vanno fatte? Quando l’azione, il gesto, la sfida hanno un senso e il sapore giusto? Non resta un retrogusto amaro nel voler recuperare quando è ormai tardi quanto non si è fatto in gioventù?

Dall’altra invece, compiaciuta penso alla Rossella O’Hara che non è mai troppo tardi, e che dopotutto domani è un altro giorno!

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4 Risposte to “La bella addormentata”

  1. Le donne che descrivi tu, quelle che arrivano ai 35 anni con un matrimonio celebrato da gionissime alle spalle, con una fame lupesca di recuperare il tempo perduto, Fabio Volo le chiama “quelle del secondo giro”. Ne avevamo già parlato, se ricordi, quando parlavamo del liceo-museo.

    Quelle del secondo giro sono territorio di caccia preferito per i vari predatori che si aggirano in contesti urbani e non. Perché quelle del secondo giro sono convinte di essere loro le predatrici. Ma in realtà no.

    Comunque concordo con la filosia di fondo. Ogni cosa a suo tempo.

  2. …ogni cosa a tempo debito, son d’ accordo. ma per queste donne evidentemente l’ annullarsi per l’ uomo che amavano era la cosa giusta da fare, e l’ hanno fatta in quel determinato momento. ma come si è poi dimostrato, isolarsi per dedicarsi ad un’ unica persona è assolutamente controproducente. bisognerebbe saper dosare la propria vita privata con il resto delle ns relazioni esterne.

  3. Demonio: no ho idea se si credano cacciatrici o prede, per me hanno degli incidenti di percorso durante la loro emancipazione tardiva. Alcune poi, dopo aver provato la “trasgressione”, dopo aver respirato che aria tira fuori dal nido, sbagliano un decollo e si affrettano a tornare al calduccio con il muso un pò pesto. Altre invece, scoperto il mondo fuori, scelgono se continuare a assaggiare ogni tanto da altri orti (dopo la prima volta diventa più semplice), oppure, perchè no, mandare in vacca matrimonio e marito e provare con il nuovo uomo o la nuova vita (poi a volte si pentono e a volte no!! Come in qualsiasi cosa della vita del resto, anche senza essere le principesse delle fiabe)!

    Pytta: sono perfettamente d’accordo a metà con te!! Non dico che stare solo con una persona sia per forza controproducente! Dipende da quanto ci si castra e annulla per stare con quella persona. Dipende in sintesi da quanto queste rinuncie finiranno poi con il pesare e distruggere il rapporto costruito su presupposti così sbagliati!!

  4. trip: bella la citazione di gone with the wind ma.. se non sbaglio quando scarlett dice a retth “cosa ne sarà di me” lui risponde: “francamente, me ne infischio” uaaargh
    Demonio: io sono un pò liceo-museo (questo ultimo mese poi mi sono cascati addosso 10 anni in più), non ho ancora finito il primo giro però, e certe volte penso che sto girando in tondo all’infinito; bah
    sono in ogni caso d’accordo anche io con il concetto che le cose vanno fatte …quando vanno fatte


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