Molto rumore per nulla
riti, miti.. liturgie di abbordaggio metropolitano

A modest proposal

di Trippi

Avevo sfiorato il tema settimana scorsa, ora leggo il bellissimo articolo con cui Marco Secchi denuncia il conflitto che vive come uomo di fede e come uomo che ha la possibilità di usare le parole per scrivere “una condanna islamica molto forte” sui giornali con cui collabora. Scorro poi il pezzo di Nawal El Saadawi (scrittrice, feminista, psichiatra egiziana accusata di apostasia per il suo pezzo teatrale “al summit dei potenti Dio si dimette” publicato al Cairo in gennaio) nella pagina della cultura del Corriere della Sera (pag 47, 19/12/2007) e non posso farne a meno di proporvene qui qualche stralcio:

“I delitti d’onore sono collegati alla verginità e non sono circoscritti alla cultura araba o islamica. Il concetto di verginità è radicato nell’ebraismo e nel cristianesimo. Per esempio, la Vergine Maria è la madre ideale e le monache sono velate. In Europa l’usanza di mettere il velo alle donne era limitata ai gruppi tradizionali ebraici e islamici. Oggi è sempre più frequente nelle comunità di immigrati islamici in Olanda, Francia, Gran Bretagna, Belgio e in altri paesi europei. A volte è accompagnata dalla mutilazione genitale femminile. Sia il velo che quest’ultima sono considerati dai capi politici e religiosi di queste comuintà come appartenenti all’identità islamica, nell’ambito del cosidetto “relativismo culturale”. Questo fa parte dell’inganno e del lavaggio del cervello inflitti alle donne, in Egitto e in molti altri paesi. (…) Una mentalità arretrata considera i diritti alle donne un attacco diretto alla legge divina, ai valori morali e alle tradizioni sacre. Le tradizioni, sacre e non, rispecchiano sistemi di potere nello stato e nella famiglia. (…) Non sono fisse, immutabili o eterne. Sono scelte selettivamente da gruppi politici per cnservare le strutture capitaliste patriarcali sia globalmente che localmente. Quando le donne lottano per i diritti umani in un sistema capitalistico patriarcale, vengono eticchettate come traditrici della religione, del paese, della cultura, della loro identità autentica, della morale, della castità, eccetera. (…)” 

ecco il punto nodale, la proposta della scrittrice egiziana:

“La soluzione è una lotta globale. Le libertà costa cara, ma il prezzo della schiavitù è ancora più alto (…) dobbiamo unirci per mobilitare uomini, donne, giovani e bambini e organizzare e instaurare un potere politico e sociale in grado di cambiare i valori e le legi patriarcali e classiste esistenti. Per questo serve un’autentica democrazia. (…) E’ necessaria una lotta collettiva contro la dittatura dello Stato e della famiglia, e contro la falsa coscienza creata dai mass media governativi e dal sistema scolastico. Se lo stato stesso è fondato su patriarcato, classe e religione, come può combattere l’oppressione che è il prodotto di patriarcato, classe e religione?”

 e chiude

“Il revival dei movimenti religiosi fondamentalisti in tutto il mondo ha aumentato l’oppressione delle donne e dei poveri. (…) camminando per le strade del Cairo e di Bruxelles ho incontrato giovani donne che si coprivano ilcapo con il velo, ma i cui jeans aderenti lasciavano scoperta la parte superiore dell’addome. Le donne sono le vittime più evidenti delle contraddizioni religiose e politiche: sono velate perchè viene imposto dalla religione, e nude perchè così vuole il consumismo della globalizzazione e del cosideto libero mercato, che è libertà per i potenti di sfruttare i deboli”

Niente da aggiungere, tranne questo 

divorzio-islam-NUOVO.gif

dal blog “An-nisa: donne musulmane e società”, qui sotto la loro presentazione:

Per favore basta con la favola della donna islamica ghettizzata, schiavizzata e succube. Se nel mondo islamico dilaga l’ignoranza la colpa non è dell’islam, ma dell’oblìo dell’islam. Un po’ di verità – e di opinioni – sulle svariate realtà di oggi. Metablog delle voci femminili islamiche in Italia.”
Buona lettura!
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7 Risposte to “A modest proposal”

  1. Trippi, bellissimo post. Concordo in tutto, come puoi bene immaginare. La situazione che descrive a Bruxelles è proprio questa, anche se di donne con l’addome scooperte e il velo ne vedo sempre meno, soppiantata da donne che di scoperto hanno solo gli occhi, a volte neanche quello.

    Altro argomento: ma come!!! ho notato che non sono neanche listato tra i vostri link!!!! E che devo da fa’?????

  2. ora ti linko io 😉

  3. Scusaci Demo, come vedi ti citiamo in continuazione e siamo sempre da te, la nostra preferenza è scontata..!! Sei il nostro vicino di casa con cui ci scambiamo più spesso “lo zucchero”! Passami il concetto dai? Già so che mi mancheranno i tuoi post e i commenti caustici in questi giorni di vacanza che mi aspettano! Besitos
    Brava Chica!

  4. bene 🙂
    ora Giovanna può dire che anche qui si parla di Islam

  5. Grazie Chica e Trippi, il sentimento di vicinanza e’ fortemente ricambiato…

    Chica, hai ragione: se ne comincia a parlare anche qui!! Ottima cosa!!!

    A proposito di vacanze. io, da bravo sfigato, saro’ di ritorno al lavoro il 26. Qui in Belgio non e’ festa. E ho detto tutto.

  6. demonio:ti farò compagnia io da Milano…visto che lavoro sempre

  7. credo che l’islam raggiunga l’apice dell’ignoranza morale in contrapposizione con la bigotteria e le sue usanze .
    la parità non è un diritto è uno stato di fatto, è il sesso ” forte”, quello maschile, a reso le cose difficili.
    La brutalità che giunge dall’islam dalle testimonianze di donne sfregiate a vita è troppo silenziosa.
    Fanculo all’ignoranza che violenta.


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