Molto rumore per nulla
riti, miti.. liturgie di abbordaggio metropolitano

I crociati e i cacciatori di aquiloni

locandina il cacciatore di aquiloni

Di Trippi 

a partire da una interessante discussione nata sul blog di Demonio Pellegrino, per non colonizzare oltre misura lo spazio altrui vi segnalo quanto leggo oggi su “La Repubblica” (cartaceo, pag 1 segue pagg. 44-45) e ve ne propongo degli stralci, che secondo me meritano davvero una riflessione:

Lo confesso ho sbagliato sulle guerre di religione

Salman Rushdie
“(…) ci sono quelli che dicono che le grandi guerre del nuovo secolo  saranno ancora una volta guerre di religione, jihad e crociate, come furono nel medioevo. anche se ormai da anni l’aria risuona delle grida di battaglia di fedeli che trasformano i loro corpi in bombe del Signore, e anche nelle urla delle loro vittime, non ho voluto credere a questa teoria, o quantomeno non nel modo in cui la maggior parte delle persone la concepiscono. Ho sostenuto per molto tempo che lo scontro di civiltà di Samuel Huntington è un ipersemplificazione. che la maggior parte dei musulmani non ha alcun interesse a prendere parte a guerre religiose. che le divisioni del mondo islamico sono altrettanto profonde delle cose che lo uniscono.(…) e le vere guerre di religione sono anche le guerre che le religioni scatenano contro i non credenti, la cui non tollerabile non fede viene reinterpretata come un delitto, come ragione sufficiente per eliminarli.(…) Col passare del tempo, però, sono stato obbligato a riconoscere una cruda verità, che le masse dei cosidetti “musulmani comuni” sembrano aver comprato le fantasie paranoidi degli estremisti, e sembrano spendere più energie a mobilitarsi contro vignettisti, romanzieri o il papa, che a condannare, emarginare ed espellere gli assassini fascisti presenti tra loto. Se questa maggioranza silenziosa consente che una guerra venfa condotta insuo nome, allora, in definitiva, in quella guerra diventa complice.  E forse allora dopo tutto sta effettivamente iniziando una guerra di religione, perchè ai peggiorni tra noi viene concesso di dettare l’agenda al resto di noi, e perchè i fanatici, che fanno sul serio, non incontrano un opposizione sufficientemente forte da parte della “loro gente”. (….) La libertà intellettuale, nella storia europea, ha significato principalmente libertà dai vincoli della chiesa, non dai vincoli dello stato. Questa è la battaglia che combatteva Voltaire, ed è anche quello che tutti i sei miliardi di noi potremmo fare per noi stessi, la rivoluzione in cui ognuno di noi potrebbe giocare la sua piccola 6 miliardesima parte: potremmo, una volta per tutte, rifiutare di permettere ai preti e alle storie immaginarie in nome delle quali essi pretendono di parlare di essere i poliziotto delle nostre libertà e del nostro comportamento. Potremmo, una volta pr tutte rimetterei i libri sugli scaffali e vedere il mondo semplice e sdoganizzato. immagina che non ci sia nessun regno dei cieli, mio caro seimiliardesimo, e improvvisamente il cielo cesserà di avere limiti.”

L’articolo è la riscrittura di un articolo in forma di lettera indirizzato al seimiliardesimo abitante della terra pubblicato da Repubblica il 12 ottobre 1999, incluso nel saggio di Mondadori “Superate questa linea”. Si augurava che quel 6miliardesimo nato crescesse libero da verità preconcette e grazie alla scienza e alla ragione. Ora Rushdie ha mutato la parte riguardante lo scontro di civiltà. Ai tempi non ci credeva.

Questa che segue, invece, è l’intervista rilasciata da Khaled Hosseini a Newsweek in occasione dell’uscita del film (esce oggi nelle sale Usa e verrà proiettato domenica 16 in chiusura del Film Festival Internazionale di Dubai) tratto dal suo romanzo “Il cacciatore di aquiloni” (traduzione da “La Repubblica” di martedì 11 dicembre pag 43).

Hosseini: ma l’islam non fa rima con terrorismo

(…) il personagio di Amir è l’unico musulmano in un film hollywoodiano. “C’è un miliardo di musulmani nel mondo, il che significa 5 miliardi di preghiere al giorno. quanto volte queste preghiere sono seguite dall’esplosione di un palazzo? Se conosci l’Islam solo dal cinema sei portato a pensare che le preghiere sono seguite da qualcosa che esplode. In questo film Islam è semplicemente il ritmo della vita”.

L’intervista è collocata nella stessa pagina in cui si racconta (Il cacciatore di aquiloni – “I bambini in pericolo per la nostra ignoranza” di Silvia Bizio) dell’arrivo negli Emirati Arabi Uniti dei ragazzini che hanno interpretato il film. I piccoli attori, in buona sostanza sono scappati dal paese, perchè chi ha prodotto e distribuito il film avrebbe sottovalutato i rischi di aver fatto ricoprire i ruoli di Amir e Hassan a persone del posto. Non avevano capito “le implicazioni culturali e storiche e il rapporto fra i diversi gruppi etnici Hazara e Pashtun”.

Ho amato moltissimo il libro di Hosseini e d’altra parte ho sempre ammirato le persone che sanno vivere in base ai precetti della propria fede. Penso che il credere in un’entità trascendente, con qualunque nome la si chiami, o il seguire una filosofia che ci permetta di dare un senso all’esistenza sia una meravigliosa capacità dell’uomo. E’ anche vero, e non possiamo tapparci gli occhi, che un eccessiva tolleranza e lassismo hanno già fatto danni in passato e vengono prese come manifestazioni di debolezza da chi ha una visione estrema del mondo. Permettere, come accade nel nostro tollerante occidente, che si creino delle zone franche, delle sacche in cui si permettono e si tollerano atteggiamenti e fatti che ad altri “occidentali” non sarebbero concessi, in base a un concetto di “tolleranza” o per paura di essere tacciati di xenofobia può essere non solo miope, ma cieco e controproducente per chi estremista religioso non è.

 copertina Newsweek 17 dicembre 2007

D’altra parte mi viene in mente la frase di Forrest Gump “stupido è chi lo stupido fa” e sempre da Newsweek vi propongo un articolo, una guida e mi chiedo, ma se la guerra santa assume i connotati di una guerra civile, che ci possiamo aspettare da un confronto interreligioso?

Oceani di saggezza?

Voi che ne pensate?

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7 Risposte to “I crociati e i cacciatori di aquiloni”

  1. Trippi: non ho parole, gran bel post.
    so che risulterò blasfema ma mi viene in mente l’episodio di south park dove il ciccione si autoiberna e viene risvegliato 500 anni dopo in un mondo dove non esistono più religioni……….

  2. quando sono un pelo più lucida commento seriamente 😉

  3. Grazie Chica! Quando ricevo complimenti divento lucida di botto!! E’ la vanità della scrittrice mancata che è in me..

  4. Ciao Trippi, come la penso io, lo sai: praticamente un post si’ e uno no mi scaglio proprio contro questo malsano atteggiamento verso l’islam, per cui giustifichiamo cose e atteggiamenti che se osasse farli un italiano lo ammazzeremmo. Quando sento frasi che giustificano l’infibulazione, il fatto che le donne non possano guidare la macchina, il fatto che controllino come sei vestita e ti possano dare frustate se non sei vestita da brava musulmana, ecco, quando sento dire “ma bisogna capirli, è la lora cultura”, mi viene la bava alla bocca. Tra l’altro giustificazioni di questo tipo sono di un razzista allucinante: vuol dire trattare i musulmani da mentecatti, è come dire “capiamoli, poverini, non ci arrivano”.

    Comunque ho iniziato a leggere proprio oggi il cacciatore di aquiloni…ti diro’ poi!

  5. Sul tema, ho letto su corriere (cartaceo) di ieri che è stata tolta una delle stanghe alla croce del barcellona per non irritare le menti integraliste. Su repubblica sempre di ieri (sempre cartaceo) un bellissimo editoriale di scalfari sul pezzo di Rushdie, con una posizione molto simile alla mia, sull’importanza di lasciare libertà di culto, ma dell’impedire a qualsiasi forma di integralismo di limitare i diritti altrui. Che dire, ci si affida all’intelligenza degli interlocutori, con la speranza di trovarla. L’altra notizia, questa positiva (non ricordo se su corriere o repubblica) è che gli aquiloni hanno ripreso a volare sui cieli dell’afghanistan per la competizione di cui si parla nel libro di hosseini, dopo anni di interruzione! Penso non esista niente di più adatto a simboleggiare la speranza di un paese!

  6. a proposito di Afghanistan e a proposito di tradizioni, è la sposa bambina Afghana la foto più bella del 2007 ecco il link:
    http://www.unicef.de/foto/2007/bilder/ss/ss-im.htm

  7. […] sfiorato il tema settimana scorsa, ora leggo il bellissimo articolo con cui Marco Secchi denuncia il […]


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