Molto rumore per nulla
riti, miti.. liturgie di abbordaggio metropolitano

Straniere Vs Italiane

  

Ma davvero siamo peggio delle straniere? Persino nel campo della prostituzione?

di Trippi

Nel recente post di Chica mala sulle attività ricreative dei 35-40 istruiti e con buoni stipendi è nata un’interessante discussione sul primato delle italiane nel campo della rottura di c****bip.

Secondo i pareri dei maschietti noi italiane saremmo talmente abituate a essere servite e riverite da pretenderlo sempre e comunque. Persino nell’ambito dell’amore a pagamento sconteremmo questo gap nei confronti delle straniere, più affettuose, disponibili e cortesi. Particolarmente interessante, in merito, la risposta di Ultimus, che ha spiegato di rientrare nella categoria descritta da Chica: di essere un fruitore di prostitute, di preferire appunto le straniere e di trovare le italiane tristi. Quando poi ho sostenuto che forse siamo talmente abituati alla società dei consumi e all’ottenere tutto subito in cambio di soldi da non voler investire tempo, denaro e emozioni in una relazione ma di prendere la scorciatoia dell’amore a pagamento, in cui prendi e non dai, vengo tacciata di voler appiccicare dei clichè.

Ne ho discusso con il Signore delle tempeste che mi spiega le difficoltà oggettive di un uomo che “corteggia” una donna: “alla fine per uno che è sgamato e sa che la donna che porta fuori è interessata, al 50% ci prova e ha buone possibilità di riuscire.. ma chi non lo è? I vostri comportamenti alla fine sono standardizzati!”. Gli ho chiesto se alla fine si riconduca tutto al sesso e lui mi dice, “a parte che se uno va regolarmente a zoc**le, e lo fa sempre con le stesse, può anche nascere una storia d’amore. Sono persone con sentimenti e hanno tutti i diritti di innamorarsi, a maggior ragione se vedono il cliente con una certa frequenza”.

Ma allora mi chiedo e gli chiedo:

1 Alla fine la favola di cenerentola e Pretty woman è stata scritta per i maschietti?

2 Com’è che la maggior parte dellle volte in cui veniamo approcciate da uomini, se abbiamo perso la scarpetta non è il principe azzurro quello che te la riporta, ma il principe buzzurro? E anche quando poi credi di essere davvero in una favola all’improvviso il principe bacia un’altra e diventa un ranocchio?

3 Fuori dalle grandi città e dall’ambiente latino è davvero così difficile stabilire nuovi contatti e nuove relazioni? E quanti sforzi siamo disposti a fare, soprattutto per quanto tempo, pur di darci l’opportunità di conoscere nuova gente?

4 Se fossi andata a letto con tutti gli uomini che mi hanno invitata a cena o fuori o mi hanno fatto avances.. che cifra avrei raggiunto? Non avrei fatto impallidire persino Samantha?

5 Gli uomini italiani che fanno tanto gli evoluti con le straniere sono poi realmente disponibili ad accettare la stessa spregiudicatezza e libertà di costumi nelle proprie connazionali (mogli, fidanzate, figlie) senza tacciarle a propria volta di essere appunto delle zoc**le?

6 Ma in realtà in cosa siamo diverse.. soprattutto nelle piccole realtà quando si finisce con lo sposare il ragazzo con cui ci si è fidanzate alle medie o alle superiori? Insomma il primo che ti ha offerto il destino? Non siamo anche noi vittime dei clichè?

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9 Risposte to “Straniere Vs Italiane”

  1. cerco di commentare punto per punto

    1: no, la favola è stata scritta per traviare le menti delle bimbe, facendole credere che esistesse un uomo così effemminato da essere quasi perfetto.

    2: il principe azzurro esiste solo nelle favole, così come cenerentola e biancaneve. Nessuno ha mai saputo che, i due, dopo essersi allontanati in groppa al cavallo bianco verso il tramonto e chiuso il libro delle favole, hanno litigato per il resto dei loro giorni. 😆

    3: anche dentro le grandi città è difficile se non ci si presenta “stereotipati”; e più si è lontani dallo stereotipo meno si è disposti a fare per conoscere nuova gente

    4: avresti solo distribuito un po’ di gioia temporanea 😆

    5: no. Siamo troppo bigotti

    6: siamo tutti vittime di clichè e pregiudizi

  2. Bisognerebbe fare dei distinguo importanti, ma visto che siamo con l’accetta in mano, diamoci giu’.

    Io riporto la mia esperienza di 10 anni di vita Bruxellese, dove, come ho gia’ scritto, le donne italiane si trovano a subire una concorrenza spietata, ma non da parte di zoccole arrapate ninfomani (o comunque non solo). Ma da parte di donne che sono pari a loro in tutto, tranne che nel relazionarsi con gli uomini.

    L’italiana, c’e’ poco da fare, fa tanto la fenomena quando e’ in italia, se la tira a dismisura, e puo’ permetterselo, perche’ il mercato e’ chiuso (o almeno lo era: con le arrivo delle slave si sta aprendo, il mercato. ne aveva parlato anche la moglie di rutelli in un articolo di qualche tempo fa). Pero’ quando l’italiana va fuori per un periodo lungo (le vacanze non tornano: e’ chiaro che l’italiana in tiro e’ premio ambito in vacanza), si scontra contro la dura realta’.

    Qual’e’ questa realta’? Che tirarsela a dismisura non paga. Che gli uomini – tutti – possono ottenere molta sostanza, senza dover per forza far fronte a tutta la “drammaticita” che accompagne le italiane. Molto pane al pane, vino al vino.

    E peccate veramente di protervia e di mancanza di autocritica se vi limitate a dire che e’ tutto perche’ l’uomo italiane non ha le palle di stare con una donna vera. Sbagliate. e di brutto.

  3. @demonio: fammi capire…. l’italiana se la tira e questo atteggiamo non paga: questo si che è un clichè;
    le italiane “drammatiche”.. altro clichè;
    sei sicuro che l’italiana all’estero non piaccia, non è che non piace agli italiani all’estero
    @fauchone: forse avrei dato le stesse risposte

  4. Moana, hai sicuramente ragione: l’italiana non piace agli italiani all’estero. Il che pero’ e’ un problema. Proprio per le italiane . Perche’ abituate come sono a farsi vezzeggiare e accudire dall’italiano medio (che, sempre in media, e’ molto piu’ galante di altre nazionalita’) si ritrovano nella cacca dopo qualche mese. perche’ gli unici che se le filano sono stranieri di varia risma, con i quali alla fine sono “costrette” a finire.

    Poi io parlo di Bruxelles. Non conosco cosi’ bene altre realta’ per poter dire se questo valga dappertutto. E se credi che parli per cliche’ vieni a farti un giro su. Poi ne riparliamo.

  5. Demo: ma, da quello che dici , mi nasce spontaneo un dubbio
    -non sarà che le italiane all’estero godono di cattiva fama proprio perchè gli italiani stessi fanno cattiva pubblicità?-
    sicuramente tu, vivendo in una città del centro Europa “più evoluta” di una qualsiasi città italiana, hai una visione più ampia della mia, mi piacerebbe comunque compararla anche con opinioni di uomini che abitano in altre città straniere.

    fauchone: eheh sai che mi sa che hai ragione sul punto 1, storie scritte da uomini ad uso (seppur indiretto) degli uomini, come le scene lesbo dei film porno!

    Moana: hai ragione sui clichè: io non credo di essere drammatica, anzi, certe volte sono così menefreghista che mi faccio scivolare tutto addosso e credo che un sacco di altre donne non siano menose come le ha descritte demonio..

  6. l’avevo già detto tempo fa, quando sento i racconti di colleghi e amici sulle proprie compagne mi si accappona la pelle e mi chiedo se siamo davvero così rompic.. Poi ogni tanto mi capita di ritrovarmi in certi schemi comportamentali, soprattutto sul lungo periodo. Ma quando parlo di rotture non intendo aperture di porte o portiere dell’auto. Queste forme di civiltà abitando a milano, sola e lavorando in ambienti tipicamente maschili e competitivi.. sono una rarità per me già da un pezzo!! Sono fortemente autonoma e indipendente se e quando ho avuto problemi nella coppia è stato sempre per avanzamenti di carriera, stipendio e gruppo di conoscenze in ambito lavorativo. Per quanto riguarda l’aggressività della donna poi, penso sia direttamente proporzionale alla sua frustrazione e alla mancanza di aiuto che riceve sul posto di lavoro e in casa. Se sono impegnata a correre dietro a figli, casa, lavoro e non ho nessun riconoscimento o prospettiva di carriera e mi vedo passare qualsiasi idiota purchè sia di sesso maschile capisci bene che mi rode..
    Altra cosa sugli italiani maschi, siamo noi a viziarli e poi ci lamentiamo, di questo devo darne atto:spesso passano dalle cure della mamma a quelle della moglie/compagna senzxa soluzione di continuità! Poi per fortuna ci sono le eccezioni, tra le donne e tra gli uomini, italiani e stranieri!!

  7. basta tirarsela. prendere esempio dalle donne scandinave.

  8. le donne straniere sono più dolci, e l’autrice del blog chiama gli uomini “maschietti”, te più che un frocetto mi sa che non ti sposi, gli uomini veri vogliono donne vere non uomini travestiti.

  9. Benvenuto giovanni. L’unico che usa etichette sei tu, quando usi la parola frocetto in senso dispregiativo (urtandomi il sistema nervoso per altro). Sarò molto maschile ma di sposarmi non me ne può fregare una beata.. Sono alla seconda convivenza e tu? Ps il termine maschietto a un maschio di giovane età, cui si dà per scontato vengano raccontate le favole, il corrispettivo femminile è femminuccia!


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