Molto rumore per nulla
riti, miti.. liturgie di abbordaggio metropolitano

Prima causa di morte

tra i 14 e i 50 anni

Più del cancro, più degli incidenti stradali, peggio delle morti bianche.

Il dato è disarmante: 6 milioni e mezzo di donne hanno subito violenza almeno una volta nella vita, in aumento del 22% rispetto allo scorso anno. Le vittime sono spesso diplomate o laureate, i loro aguzzini sono spesso più vicini di quando le cronache facciano trapelare, compagni e mariti agiscono nell’ombra della normalita. Domenica 25 novembre è la giornata contro la violenza sulle donne, istituita dall’ONU. Sabato a Roma ci sarà una manifestazione che vede coinvolte in un corteo le associazioni in difesa delle donne.

Mappa dei centri antiviolenza in Italia

Violenza e maltrattamenti sulle donne. Rapporto Istat

Di fronte a certi dati non c’è niente da aggiungere. Forse sono proprio gli uomini a doversi interrogare.

Trippi

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10 Risposte to “Prima causa di morte”

  1. che tristezza…

  2. Io mi interrogo per quelle bestie frustrate che approfittano della “superiorità” fisica per affermarsi …problemi di educazione sentimentale familiare…l’uomo è fondamentalmente ancora un cavernicolo, tecnologizzato…

    Hasta Siempre

  3. Il dato non e’ affatto sorprendente, visto che si riferisce al mondo intero. Pensavo peggio: basta ricordarsi che nei paesi musulmani la donna puo’ essere picchiata perche’ esce di casa non accompagnata da uomini, o perche’ guida…ovviamnte puo’ essere “giustamente” lapidata per reati gravissimi. Come guidare una macchina. E non parliamo neanche di quello che puo’ succedere se si parla di adulterio (pero’ qui la sharia viene incontro alla donna, in teoria: per poter accusare una donna di adulterio ci vorrebbero quattro testimoni oculari. Il tutto perche’ pare che una delle mogli di maometto, rimasta in una caverna con un cammelliere durante una tempesta di sabbia, abbia fatto zic zac con tale cammelliere. Ma l’arcangelo Gabriele apparve poi in sogno a maometto per dirgli che in realta’ ci vogliono quattro testimoni per accusare una donna. Molto appropriato).

    Donne, io ve lo ripeto: invece di focalizzare le vostre ire sulla Chiesa Cattolica, i Dico e i PACS, mettetevi in testa che la vostra liberta’ e la vostra integrita’ fisica sono minacciate da ben altre forze che si espandono in Italia. Il caso Hina insegna.

    Poi fate voi.

  4. Riprovo a scrivere la risposta, oggi purtroppo il nostro blog sembra posseduto, gode di vita propria e se fa cose strane.Pezzi che compaiono e scompaiono, commenti pure. Noi assistiamo e siccome non ci capiamo niente aspettiamo che passi!

    Chica: Terribile!

    Cloruro: educazione sentimentale, affettiva, morale. Ma questi esseri come giustificano con se stessi certi comportamenti?

    Demonio:
    “In Italia, nel 2006 (secondo le rilevazioni Istat diffuse all’inizio del 2007), sono state censite 6 milioni 734mila donne che, almeno una volta nel corso della loro esistenza, sono state vittime di una forma di violenza. Un milione 150mila, invece, i nuovi casi di violenza sulle donne nel nostro paese verificatisi nel 2006”
    Direi che in Italia ci difendiamo bene, sinceramente non sono sconcertata dai dati, ho riflettuto bene prima di utilizzare il termine disarmante. Perchè è così che mi sento, disarmata, annichilita, se ancora nella nostra epoca di cavernicoli tecnologizzati ( come dice cloruro) arrivano dati sono di questo tenore. Qui non è un problema di nazionalità o religione. Qui è un dramma trasversale, a prescindere da paesi di provenienza o cultura. Dopo la sensazione di impotenza e annichillimento subentra la rabbia. Quando ho scritto il post pensavo a Hina, ma anche al bastardo mio corregionale che emigrato in Germania massacrava la propria donna e un giudice ancora più demente ha attenuato la condanna per la sua provenienza etnica.
    Pensavo al giudice milanese che non ha considerato molestia sessuale la palpata al sedere fatta da un muratore idiota a una donna che ha avuto la sfiga di passare per la stessa scala.
    Pensavo alla donna musulmana intervistata da una rete nazinale proprio in occasione dell’inizio del processo a Hina, pestata dal cognato quando non veniva servito a dovere dalla moglie del fratello. Ha abbandonato i due uomini ed è protetta da un’associazione di donne islamiche che subiscono a loro volta ritorsioni.
    Pensavo alle tante donne italiane che subiscono sopprusi per strada, sul luogo di lavoro e tra le pareti domestiche. Pensavo alla donna violentata in pieno giorno non lontano da casa mia da uno che riteneva la cosa talmente normale che alla sua richiesta del numero di telefono, per rinnovare l’incontro, gliel’ha dato (ma che passa per la testa di questi animali?).
    Pensavo al fatto che sia normale che io giri con uno spray antiagressione.
    Penso alle donne, lavoratrici e madri che subiscono ogni giorno dal proprio compagno o dal proprio superiore, senza reagire, e finiscono per giustificare/subire la molestia per paura nascondendo il soppruso e vergognandosene.

  5. come volevasi dimostrare: chi è peggio? L’aguzzino o chi dovrebbe punirlo?
    Leggete qui

  6. trippi, concordo. non scordiamoci che i nostri giudici hanno detto che se uno stupra una coi jeans in realta’ tanto stupro non e’, perche’ togliere i jeans e’ difficile, quindi lei un po’ c’e’ stata.

    Mah.

  7. Sarò cinico, ma in una società dove ci si prostituisce a 14 anni per una ricarica del cellulare non c’è nulla di buono da aspettarsi.
    Ed è giusto e sano girare con lo spray anti-aggressione: si chiama sopravvivenza.

  8. Saro’ sempre il primo ad aiutare una donna aggredita, ma sembra che in giro stanno aumentando quelle che i guai li vanno a cercare!!

  9. Paolo cosa intendi con donne che i guai se li vanno a cercare? non c’è giustificazione non ne trovo e non concepisco neanche l’idea che qualcuno possa farlo!


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