Molto rumore per nulla
riti, miti.. liturgie di abbordaggio metropolitano

Quel diavolo di suocera.. al diavolo la suocera

quel mostro di suocera

di Trippi

  Prologo

qualche sera fa in tv hanno passato un film con J-lo (che come ho già detto mi piace) e Jane Fonda su quanto le suocere, se lasciate libere di agire, possano mettere in seria crisi una relazione, per quanto stabile questa possa essere. Il filmetto è leggero e riempie una serata senza troppe pretese, ma il tema a parer mio è serissimo. Sarà che in tema di bamboccioni le mamme italiane sono professioniste indiscusse e sfornano dei mammoni imbarazzanti, sarà che anche le figlie più autonome, spesso, dopo il matrimonio, riscoprono le perle di saggezza di mammà.. Ma che tu sia maschio o femmina poco cambia, le suocere per me appartengono a due categorie:

  • le invisibili,
  • quelle che “se solo lo fossero invisibili e magari anche lontane e possiblimente mute; o perlomeno silenziose!”.

 Se poi come spesso avviene, la loro presenza è non solo utile, ma addirittura necessaria per un aiuto con i figli, tanti auguri!

 Il generale

alla mia ex suocera avevo dato le mostrine dell’esercito honoris causa! Era un classico esempio di suocera del secondo tipo, nonostante non la vedessimo quasi mai perchè (per fortuna) abitava a grande distanza. Riusciva comunque a fare pesare la sua influenza e far sentire la sua opinione non richiesta anche in assenza. Come l’uomo di gomma dei “Fantastici 4” allungava il suo braccio e sculacciava figli, cognate e parenti tutti!

Come il cinese, ma in coma vigile

Per quanto lo desiderassi, non potevo fare la superiore e ignorare la sua presenza, l’assenza o l’essenza dei suoi dictat. Riusciva a legarsela al dito e attendere come il cinese davanti al fiume il pasaggio del tuo cadavere. Una volta assaggiato il sapore della sua vicinanza avevo imparato a tenermi alla larga e dosare contatti diretti und conversazione al minimo indispensabile richiesto dall’educazione e dal senso comune. Per il resto la mia politica corrispondeva alla teoria meccanicistia stimolo=> reazione, senza nessuna iniziativa da parte mia (per la serie non svegliare il can che dorme). Premesso che detesto cordialmente, visceralmente e irrimediabilmente dormire in tende, roulette e affini e mi si rizza il pelo sulla schiena all’idea di non avere un bagno da utilizzare quando voglio, senza dover fare file ogni volta per docce, lavaggio denti, pipì e qui mi fermo!

La vaccinazione

avvenne durante una teribbbbile vacanza in campeggio con la famiglia di lui, gran parte della famiglia di lui, ed erano davvero tanti! La signora aveva tirato su otto figli, di cui sei suoi e due del primo matrimonio del marito. L’ex suocero non si era risparmiato: si era ammazzato di fatica per una vita in miniera e il tempo libero amava dedicarlo ai piaceri della vita, e vai di banchetti, viaggi e… fare figli. In pratica non fu una vacanza, ma una colonia! Anzi, no fu il mio personale servizio militare, la mia NAIA.

Gli anziani, non è che non dormano.. lo fanno mentre gli altri stanno svegli! 

LEI, insonne come molti anziani, si svegliava alle 6.00 del mattino.  Qui apro una, a parer mio, giusta parentesi sulla leggenda metropolitana dell’insonnia degli anziani, anche perchè molti anziani si addormentano non appena cala il buio, o nel bel mezzo di una conversazione, o così d’amblèe mentre stanno seduti. Insomma, non è che non dormano.. lo fanno mentre gli altri stanno svegli!

Quei piccoli banchetti tra amici

Comunque siccome lei si alzava presto, dovevano farlo anche i figli, LEI in piedi alle 6.01 i figli alle 7.00 e alle 8.00 dovevano piazzarsi di fronte alla saracinesca ancora abbassata del macellaio per acquistare le carni migliori che solo a quell’ora ti puoi  accaparrare! Naturalmente al loro rientro aveva già approntato i fuochi e, che fosse griglia o fritto, alle 8.30 LEI iniziava a cucinare olezzando tende, abiti, asciugamani e tutto quanto si trovasse nel raggio d’azione delle sue padelle! Durante il pranzo, mentre già pianificava la cena con dei finti referendum con i commensali, se non ti sperticavi in lodi che LEI puntualmente scherniva, ti teneva il muso per il resto della giornata.

Il figliol prodigo

Le uscite serali dall’accampamento, pochissime, con orario controllato e da conquistare sul campo come la licenza per il soldato.  In pratica dovevi aspettare che fosse LEI a suggerirti di uscire la sera.. per fare qualcosa di diverso. L’unico che usciva dagli schemi, un nipote pecora nera che redarguiva l’indomani non mancando di notare quanto avesse fatto tardi e quanto il suo personale etilometro avesse annusato puzza di distilleria nei pressi della sua tenda!

Povera ingenua era invecchiata nella totalmente sbagliata convinzione di aver allevato figli astemi, non fumatori stinchi di santo di professione da difendere da DONNE e UOMINI che non fossero altrettanto bravi a recitare la parte.

Il rientro alla normalità

come le donne afghane dopo la liberazione dal regime dei talebani, ero convinta di riprendere la mia vita normale una volta tornata alla civiltà e soprattutto a casa mia. Bella scema!!

Ammetto che ho la fissa della privacy, e non amo il telefono che squilla se non quando/dove e come lo decido io (viva i cellulari), che ho sempre filtrato le telefonate con la segreteria telefonica, o azzerato la suoneria per non essere svegliata di rientro o in preparazione di turni di lavoro assurdi, il rumoroso marchingegno serviva solo per internet e per le chiamate che dovevamo fare noi. Per tutti questi motivi non avevo dato il numero di telefono di casa neanche alla mia famiglia. Chi ci conosceva sapeva dei nostri impegni e che ci avrebbe potuto raggiungere sul portatile, desistendo dall’insistere quando l’avesse trovato spento. Il mio ex, invece, travolto dall’amore materno, aveva avuto la bella pensata di darlo a “mammà”, che non paga di farlo squillare all’alba per poi stupirsi che stessi ancora dormendo – “ma come dorme ancora?” , “no pensi, stavo giusto pensando se ho in casa gli ingredienti del sugo per il pranzo”- l’aveva dato, senza chiedere se potesse, a un emerito sconosciuto insonne come LEI! Mi sono così ritrovata una nuova sveglia mattutina che chiamava per porre  domande assurde quanto inutili che poteva rinviare di qualche ora! Ricordo che fu una delle pochissime discussioni con il mio ex. Giusta punizione per aver preso il giusto (ai tempi) figlio della donna sbagliata!

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4 Risposte to “Quel diavolo di suocera.. al diavolo la suocera”

  1. trippi:
    deja-vù ! ricordo anche io un’estate in campeggio a Gaeta con tutta la famiglia di un mio ex (erano venuti anche i cugini da Toronto pensa tu!), tutti asserviti alla “matriarca” , napoletana stile Mamma Lucia.. lei in roulotte, tutti gli altri a fare cerchio con le tende tipo accampamento indiano, noi, in venerazione del TOTEM!

  2. ahahah!! Hai definito perfettamente la situazione!!

  3. questo film l’ho visto prima al cinema e poi un paio di voltesu sky, e devo dire che e’ veramente carino, rispecchia molto le suocere..
    potrei criticare mia suocera, ne avrei motivo, ma il punto e’ che a volte le giustifico, diventano gelose delle nuore per il troppo amore che provano per i figli , almeno credo..chissa’ come suocera come saro’

  4. ….il film l’ ho visto anche io! ed in effetti è molto divertente….devo però dire che la mia ex suocera era una santa, brava donna e stupenda appunto come suocera. mi ha sempre trattata come una figlia………..forse di +, visto che mi raccontava alcune volte la sua vita da donna matura single…….


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