Molto rumore per nulla
riti, miti.. liturgie di abbordaggio metropolitano

To be or not to be

di Trippi

Quando penso alle opere teatrali di Shakespeare mi tornano immediatamente in mente i doppi sensi e le battute comiche immancabili anche nei drammi e le colorite lezioni di Mr Hutchins in cui ci spiegava il modo in cui lavorava il lo scuoti lanza, il fatto che non avesse mai scritto niente di suo pugno, ma i testi fossero stati trascritti in alcuni “in folio” dagli stessi attori che avevano partecipato alle messe in scena. Ci spiegò poi, come in visti i successi di alcune drammi vide bene di fare un pò come per “RAMBO” e ROCKY” creando infiniti sequel!!

Le opere del bardo le ho divorate tutte in lingua originale e in traduzione, appena esce qualcosa che ha a che fare con i suoi lavori, originali o riscritture alla “Rosencranz e Guildestern sono morti”, oppure lavori trasversali come “Shakespeare in love”, costringo amici e parenti a full immersion sul tema.

Ecco perchè andrò a vedere il lavoro di Lella Costa al Carcano sull’”Amleto”, lei, brillante,  ecclettica e passatemi il termine versatile, fa tutto da sola. Un monologo che so già mi godrò senza fiatare!! Sarà in scena a Milano fino al 10 febbraio!!

2 Responses to “To be or not to be”

  1. grazie, Priedevat!!


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