Molto rumore per nulla
riti, miti.. liturgie di abbordaggio metropolitano

“Decameron”

By chica mala

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Ieri sera non avevo voglia di uscire, non sono andata nemmeno al corso di Niovis (e chi mi conosce sa quanto ci tenga).

Mi sono sintonizzata su Comedy Central, canale di sky e mi sono vista per la prima volta il nuovo programma di Daniele Luttazzi:

Decameron – politica, sesso, religione & morte

Premetto che la satira di Luttazzi mi ha sempre fatto morire dal ridere ma, ieri una battuta in particolare mi ha colpito; parlando della RU 486, la cosiddetta pillola abortiva informava che l’azienda francese che la produce ha chiesto nuovamente che venga avviata la sperimentazione in italia.

Nel resto d’Europa sono un tocco avanti a noi in questo senso ma, qui in Italia nel 2005 la sperimentazione è stata sospesa grazie all’allora Ministro della Sanità Francesco Storace (ve lo ricordate vero il fenomeno che quando era governatore della regione Lazio era nell’occhio del ciclone proprio per il deficit sanità). E poi non dimentichiamoci che il Papa un paio di settimane fa ha esortato i farmacisti ad esercitare l’obiezione di coscienza.

Luttazzi quindi, ha sottolineato il fatto che le decisioni in merito sono chiaramente maschiliste ed ha aggiunto: “se gli uomini rimanessero incinti l’aborto si praticherebbe anche dal barbiere”.

Sono cosciente del fatto che non a tutti pò piacere la comicità di Daniele, è molto forte ma, lui stesso citando Mel Brooks dice:

“La satira, se non è eccessiva non fa ridere”

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SONO D’ACCORDO

14 Responses to ““Decameron””

  1. La battuta sull’aborto dal barbiere e’ stupenda. Ed e’ vero. Se fossero gli uomini a dover partorire probabilmente tutte queste discussioni sparirebbero come per magia.

    Detto questo sono a favore della pillola del giornodopo, personalmente. Ma sono anche a favore della possibilita’ per medici e farmacisti di fare obiezione di coscienza. A meno che tale obiezione non metta a rischio la salute della donna per motivi di emergenza. Ipotesi verosimile per un medico, meno per un farmacista.

  2. anche io lo stavo guardando ieri sera. ma non mi è piaciuto per nulla.

  3. Io sono contro le ingerenze della chiesa cattolica sullo stato italiano.

    Obiezione di coscienza dei farmacisti? Ma dai!
    E’ come se un iPod si rifiutasse di suonare una canzone solo perchè ritiene che non sia adatta ai gusti dell’ascoltatore…
    Hanno mai provato ad obiettare sulla vendita del Toradol (potente antidolorifico che facilmente causa assuefazione) o chissà cos’altro? Mah.

    Grande Luttazzi! Ce ne fossero in più come lui…

  4. chicamala, non vedo perche’ si debba impedire ad un farmacista che si oppone fermamente all’aborto di non vendere medicine abortive. non si tratta di bandire un antidolorifico che causa assuefazione. Si tratta di lasciare la libera scelta (LIBERA SCELTA) di non vendere una medicina che – per chi crede che la vita cominci dal concepimento – uccide una vita.

    ti repeto, io sono a favore della pillola del giorno dopo. Ma sono anche a favore della liberta’ di scelta su una materia del genere.

    Non si tratta d’ingerenza della chiesa cattolica, ma della libera scelta morale (una delle scelte piu’ supreme, visto che si riferisce alla vita umana) di un individuo.

  5. demo: forse volevi rispondere a fauchone?
    comunque anche io sono per il libero arbitrio come te se proprio vuoi saperlo. io stavo semplicemente esponendo dei fatti di cronaca, citando dei fatti “storici”. ad ogni modo, è innegabile il fatto che la vicinanza alla Santa Sede tarpa le ali a diverse iniziative.

  6. @demonio: guarda che la farmacia è un servizio pubblico ed in aggiunta è d’obbligo che in ogni città o nelle immediate vicinanze ve ne sia almeno una di turno. non si parla di una clinica privata nella quale ci possono essere delle regole interne. Quindi, già questo dovrebbe indicare che la libera scelta di un individuo è soggetta a quella del prossimo. Chi vuole fare l’obiettore, nn fa il farmacista o comunque all’interno della farmacia, al massimo, ci deve essere un altro farmacista che le venda. Ma rifiutarsi di vendere medicinali no!

  7. …mmm…..sto pensando all’ obiezione di coscienza dei farmacisti. va bene la libertà, va bene il rispetto del pensiero altrui…ma se dovessimo prendere in considerazione farmaci abortisti, tra questi nn rientrerebbe solo la RU486 ma anche la pillola del giorno dopo, o no? in fondo se un farmacista non sostenesse l’ aborto non dovrebbe vendere nessuna delle due. e poi scusate un attimo…..chi riveste certe posizioni sociali dovrebbe cercare di non farsi influenzare dalle proprie opinioni, almeno nel momento dell’ esercizio della propria professione.
    Un pò come i magistrati che nn dovrebbero farsi influenzare dalle proprie convinzioni personali…………….o questo è altro discorso? ^_^

  8. chicamala, si’ scusa, rispondevo a fauchone.

    alhandra, concordo. come ho scritto fin dal primo commento, il diritto all’obiezione di coscienza deve venir meno se il rifiuto di servire medicinali presenta un’emergenza

    Sul ruolo dei farmacisti come casta/ufficiali pubblici non commento altrimeni m’incazzo come una scimmia. Il punto e’ che NON dovrebbero esserlo.

    Pytta, d’acccordo con te in principio. Ma qui si tratta di uccidere un bambino per chi crede che la vita parta dal concepimento. un conto e’ cercare di non farsi condizionare come magistrato, un conto e’ chiedergli di uccidere quello che per lui e’ un bambino.

  9. ahahah Pytta!! Grande!! Sono perfettamente d’accordo con te.
    Personalemente non userei ne la pillola del giorno dopo, ne la RU 486. Figuriamoci poi un intervento. Ma il fatto che non lo faccia io non significa che le altre donne non ne debbano avere il diritto. Certo che c’è l’influenza della chiesa, mi sembra normale, basta pensare alla mobilitazione che è stata fatta ogni volta che il tema è approdato in parlamento. Non parliamo poi della gestione che è stata fatta in italia della legge per la fecondazione artificiale. Che degli uomini in parlamento possano decidere dell’utero di una donna… o un farmacista obiettore della vita di una persona non mi va bene! Allora il farmacista se è cattolico e contrario alla contraccezione può rifiutarsi di fornire anche condom e pillola anticoncezionale?

  10. trippi, credo che rifiutarsi di vendere condom e pillole sia una cosa, e rifiutarsi di vendere la pillola del giorno dopo sia un’altra da un punto di vista prettamente cattolico. Vendendo un preservativo non uccidi una vita, ma eviti che venga concepita. E un conto e’ contribuire ad evitare di concepire una vita, un altro e’ quello di chiedergli di contribuire ad ucciderne una.

    Ripeto: non e’ la mia posizione. ma credo che sia una posizione valida.

  11. demo quanto ci scommetti che se si vericasse un caso urgente il farmacista obiettore troverebbe ugualmente il modo di non servire il farmaco incriminato????? e sai perchè? perchè in italia si ha la brutta abitudine di difendere la propria libertà senza rapportarla a quella degli altri. e già! ed è anche da questo che proviene ciò di cui tu parli e ti lamenti nel tuo blog……..invasioni culturali, religiose, e di qualunque altro tipo e tutto ciò che ne consegue. LEGGASI ANCHE EURABIA
    i
    l detto LA PROPRIA LIBERTA’ FINISCE DOVE INIZIA QUELLA DEGLI ALTRI è cosa buona e giusta (…ehm…scusate la citazione religiosa…) ma comporta anche uno scatenarsi di “botta e risposta” o magari di circoli viziosi perchè ognuno sarebbe portato a difendere le proprie posizioni. E se proprio volessimo essere tanto pignoli, come dice trippi, chi è “cattolico credente praticante” che stesse lontano da professioni con rilevanza sociale, in particolar modo di rilevanza scientifica e nn scassasse tanto i coglioni con la sua morale da applicare alla vita altrui.
    Questo semplicemente perchè quando si parla di aborto, non si deve pensare che la persona che vive quel drammatico momento lo stia facendo a cuor leggero.
    Ogni azione ha una decisione alle spalle, ed ogni azione ha delle conseguenze davanti a se.

  12. Pytta: hai anticipato quello che avrei risposto, non aggiungo altro!

  13. Forse sarò stato “violento” nel paragonare un farmacista ad un iPod, ma era quello che volevo ottenere. :D

    Io la vedo in modo diverso. per me e’ una questione di utilità, non di morale.
    Tu farmacista offri un servizio di vendita al pubblico; se sei contrario a ciò che vendi è un tuo problema morale, non di chi vuole comprarlo da te. La questione morale la puoi fare quando non eserciti la tua funzione.
    E non credo che chi va in farmacia a comprare medicinali, di qualunque tipo, dallo sciroppo per la tosse alle bombe atomiche, ci vada perchè non ha di meglio da fare, si diverte. Se poi ci si mette pure il farmacista con problemi…

  14. segnalo un post della ns cara pytta


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