Il sesso prima del colore
o l’amore in bianco e nero?
di Trippi
E’ questo passaggio dal bianco e nero al colore che mi salta subito in mente non appena leggo la bellissima recensione di Irene Bignardi sull’ultimo libro di Ian Mc Ewan.
Il sesso ai tempi dei nostri nonni
“Chesil Beach, cronaca di un disastro amoroso” racconta le relazioni prima della rivoluzione del ‘68. Quando il sesso veniva scoperto la prima notte di nozze e tutto era ancora ammantato di paure e mistero. Quando era preceduta da bisbigli e segreti sussurrati nelle orecchie delle donne, seguita da lenzuola macchiate orgogliosamente al sole. Una notte contrassegnata da delusione e seguita da altre fatte di amplessi frettolosi tra le mura domestiche e nuovi orizzonti fuori dalle stesse.
La luna di fiele
Mi viene in mente un racconto terribile che mi fece la mia prozia- aveva sposato il fratello di mia nonna- quando ero poco più che ventenne e dell’amore avevo ancora un’idea romantica, da romanzo e da film. Donna forte sopravvissuta a una decina di figli e alle convenzioni restrittive della mia splendida isola. Mi raccontò come il matrimonio venne deciso e imposto dalla famiglia nonostante lei trovasse più allettante la prospettiva del convento rispetto a quella di un uomo molto più anziano di lei e con un handicap visibile. Aveva un problema ad una gamba che lo faceva zoppicare facendole temere chissà che malattia. La ingannarono ridimensionando la differenza d’età e il problema di lui attribuendo alle “malelingue” qualsiasi insinuazione su ferite purulente alla gamba. Questo problema non avrebbe compromesso la sua autonomia. La convinsero un pò con la forza e un pò con l’inganno e la prima notte di nozze, rimasti soli, quando lui iniziò a svolgere con movimenti lenti e continui una lunga benda sull’anca, lei, dominata dalla paura e forse da qualche odore troppo forte, svenne!
Quanto erano diverse le nostre matrone da Catharine Hepburn
Quanto le loro prime notti e le seguenti da quelle del cinema americano. Avete presente no? Quello fatto di lettini separati, buonismo e happy end. Le pellicole in bianco e nero che divoravo, naso in su, nei torridi pomeriggi estivi dal pavimento fresco della casa dei miei genitori. Erano i film in cui la scena d’amore culminava con la coppia che si reclinava all’indietro “avvinti come l’edera” in un bacio e la musica sfumava. Quelli della scena finale da oscar dei baci censurati in “Nuovo cinema Paradiso“.
Quella delle donne forti, stupende e ribelli che diventano docili e accondiscendenti domate dall’amore per l’uomo che le avrebbe portate all’altare alla fine del film!

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